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Modena

in via emilia centro 

Rinasce la chiesa del Voto Cantiere da 770mila euro

Stefano Luppi
Rinasce la chiesa del Voto Cantiere da 770mila euro

Il sindaco e il vescovo insieme sul ponteggio ad oltre 30 metri di altezza «Finalmente riapriremo uno spazio sorprendente per tutti i modenesi»

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Oltre trenta metri di salita sul ponteggio della chiesa del Voto di via Emilia Centro - quella costruita dopo la “peste manzoniana” del 1630 che dimezzò la popolazione anche a Modena - per toccare il cielo con un dito e vedere la Ghirlandina da un punto di vista inedito.

Ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il vescovo Erio Castellucci e l’assessore ai lavori pubblici Andrea Bosi, accompagnati dai tecnici, hanno verificato di persona il proseguimento dei lavori di restauro in attesa che l’edificio sia inaugurato, il 13 novembre prossimo in occasione di Sant’Omobono come hanno specificato amministrazione e diocesi.

Il sisma

A quella data saranno passati sette anni e mezzo dalle terribili scosse sismiche del maggio 2012 che misero a serio rischio le strutture murarie e anche la sicurezza dei cittadini visto che una delle enormi sfere di pietra poste sulla facciata si staccò dalla propria sede precipitando a terra e rotolando per un po’ in corso Duomo per fortuna senza danni alle persone.

I danni alla chiesa furono molti, danni alle strutture murarie e alla imponente decorazione barocca realizzata in stucco come nella vicina Sant’Agostino.

i lavori

Impellenti, dunque, i lavori di restauro affidati alla ditte Biolchini costruzioni di Sestola e Rubini di Modena con un progetto del costo di 717mila euro. Il viaggio nel cantiere dell’edificio sacro, con altri sette di proprietà del Comune, non può che partire dalla “scalata” di questa struttura con la quale i restauratori arrivano ogni giorno fino alla lanterna vetrata, la parte finale della grande cupola che domina la struttura. Qui, per otto ore al giorno, in un caldo asfissiante, i tecnici in circa un anno di intervento hanno posto mano all’antisismica, a numerose messe in sicurezza, al rafforzamento delle strutture murarie e degli archi e volte, meccanismi di ribaltamento delle facciate, timpani frontali e laterali, tamburo, cupola e lanterna, abside, copertura e sfere di facciata.

Il patrimonio

Sono anche emerse novità artistiche: «Abbiamo realizzato - spiega la restauratrice Beatrice Zoboli della ditta Rubini - numerose stratigrafie di pulitura e possiamo dire che archi e sott’archi della cupola erano dipinti in oro giallo mentre tutte le statue dei putti scolpiti sono dorati con sfondo in avorio. Tutto è stato coperto da uno strato di pittura grigia una cinquantina di anni fa». «Nel corso dei lavori - spiega l’ingegner Marco Bruini, direttore del cantiere - abbiamo trovato altri danni per i quali abbiamo richiesto un ulteriore di finanziamento di 100mila euro alla Regione. Occorre ovviamente intervenire ora che c’è il ponteggio per porre mano alle crepe presenti sulla volta e all’esteso distacco dell’intonaco sulla cupola».

La parte tecnica

Questi mesi hanno visto una intensa attività tecnica sotto la supervisione dell’edilizia storica del Comune, diretta da Pietro Morselli: «Già a febbraio di quest’anno - spiega il dirigente - sono state ricollocate a decoro della facciata, su nuovi capitelli in pietra, le sette sfere in pietra di Vicenza rimosse in via cautelativa dopo il sisma. La croce in bronzo presente su quella centrale, che era stata rimossa già da tempo, nel 2009 a causa del distacco di una parte, sarà conservata all’interno della chiesa come testimonianza storica. Esternamente ne è stata inserita una in bronzo dorato di identica forma e patinatura. Ovviamente prima di procedere con il lavoro abbiamo spostato o protetto mediante pannellature e teli le varie opere presenti. Al termine dei lavori, ovviamente, è prevista l’installazione di un impianto d’antifurto a loro protezione».

La scoperta

Ieri il sindaco, l’assessore Bosi e il vescovo Castellucci era molto soddisfatti. «I lavori sono quasi conclusi - spiegano Muzzarelli e Bosi che poi si sono arrampicati sul ponteggio - e ora attendiamo per la variante l’ok della Regione. Abbiamo riconquistato una chiesa molto importante per i fedeli e per i turisti».

Soddisfatto anche don Erio: «Vivo a trenta metri da qui - dice - e non ero mai entrato in questa sede, una bella sorpresa perché è una chiesa dalla decorazione molto armoniosa: è uno dei luoghi sacri dove, come avviene al Tempio dei caduti, si lega la religione e il sentire civico della comunità. Giusto inaugurare in occasione di San Omobono, il 13 novembre, che non era un prete, ma un laico e un imprenditore poi reso santo». —



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