Unione, la sfida dei sindaci «Vogliamo più autonomia»
Diacci: «Siamo favorevoli al Comune unico. Si lavora bene insieme già adesso» Bellelli e Solomita: «Meglio potenziare la fiscalità e il programma urbanistico»
Una nuova sfida che deve portare alla creazione di un “soggetto politico istituzionale autonomo”. Un superamento delle Terre d’Argine, quindi, che secondo i sindaci di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera, che ne fanno parte, si deve tradurre in un rafforzamento del super Comune. E, tra gli amministratori, c’è chi è disponibile a valutare di buon grado l’ipotesi del Comune unico, come Enrico Diacci, primo cittadino di Novi. Altri, invece, manifestano più cautela, pur evidenziando, però, come sia necessaria un’evoluzione dell’Unione.
A farsi portavoce di questa esigenza non più rimandabile è stato il sindaco di Soliera, Roberto Solomita, presidente delle Terre d’Argine, durante il primo Consiglio dell’Unione, con una relazione sottoscritta di buon grado anche dai colleghi degli altri tre Comuni. «Ora l’Unione è la somma di quattro Comuni, noi vorremmo che fosse più protagonista - rimarca Solomita - Ad esempio, vorremmo armonizzazione fiscale, regolamenti omogenei. Un maggiore centralità per la programmazione territoriale e le infrastrutture. Non si può parlare di fusione, ma di un soggetto con una definita autonomia. Le fusioni tentate anche in Comuni vicini ai nostri sono fallite. Vorremmo, però, che fosse consolidata la struttura politica e tecnica. Che anche gli assessori dei singoli Comuni ricoprissero incarichi. E che il presidente fosse eletto dal Consiglio e avesse una durata dai 3 ai 5 anni, non un rinnovo ogni 18 mesi».
Il sindaco di Novi, Enrico Diacci, con la sua “Noi lista civica” è l’unico di un colore diverso rispetto altre tre amministrazioni guidate dal Centrosinistra. Ed è il più audace quando si parla di Comune unico. «Attualmente non è in programma, ma da parte di Novi non ci sarebbero preclusioni - sottolinea il primo cittadino - Già adesso l’Unione lavora insieme: non è un’operazione soltanto di facciata. Novi non è allergica a ulteriori forme di consolidamento. I servizi funzionano, ma serve una svolta per dare maggiori risposte ai cittadini, per eliminare le sovrastrutture superflue e imprimere una marcia in più».
Il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, guida la città che con i suoi 72mila abitanti è la più popolosa dell’Unione. «La Provincia è in difficoltà, in questo momento, rappresenta un irrisolto - rimarca Bellelli - Si tratta di un livello istituzionale che deve essere o ridefinito o superato. Sostengo anche io, pertanto, l’appello a un adeguato supporto legislativo per una maggiore governance delle Unioni. Una struttura che dal punto di vista economico e amministrativo ha molto peso: si pensi ai servizi alla persona. Attualmente, il Comune unico non è in agenda perché non c’è chiarezza del quadro di evoluzione istituzionale. Serve che lo Stato fornisca una legislazione ben definita». Nel frattempo, anche Bellelli auspica che l’Unione possa essere potenziata. «Penso a una programmazione coerente sui temi urbanistici, a un linguaggio unico sulla fiscalità - conclude il primo cittadino di Carpi - E penso a tutto quanto abbiamo potuto fare come Unione che come singoli non avremmo mai potuto realizzare». —
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