Andrea con i suoi murales finirà in mostra anche a Miami
Andrea Bellei ha meno di 25 anni e si fa chiamare col nome d’arte “Abva”. Sassolese di nascita e di residenza, è la rappresentazione di una giovinezza che unisce tutto e non lascia fuori niente: è uno street artist (ma non solo), il suo stile è prevalentemente astratto (ma con vari riferimenti alla realtà), crea le sue opere indifferentemente su muri, tele, stampe o su qualsiasi altro tipo di superficie. Bellei ha scoperto la sua passione quando frequentava la scuola media attraverso un programma televisivo in cui degli artisti realizzavano dei graffiti, per poi iniziare ad usare gli spray, strumenti che tuttora non si trovano facilmente se non acquistandoli online. «Nonostante io abbia iniziato ammirando gli street artists – spiega il giovane sassolese – non mi definirei totalmente uno di loro. La prerogativa di chi lo è davvero, a mio avviso, è sentire la necessità di utilizzare la strada per esprimersi, cosa che io faccio solo in parte e solo se richiesto. Non sono mai andato in giro durante la notte a disegnare graffiti, non fa per me. I murales che ho realizzato erano stati commissionati dal pubblico o da privati». Il suo talento, insieme a una dose di sana ambizione, lo ha portato a raggiungere risultati che molti considerano impossibili, riuscendo a trasformare la sua passione in un vero e proprio lavoro. «In questo momento – racconta – sto collaborando con una galleria di Mantova e in autunno esporrò a Milano. Il prossimo dicembre, invece, alcuni miei lavori saranno a Miami, dove faranno parte di una mostra collettiva. Nel frattempo, lavoro in proprio. Insieme a due amici, Luca Montagnani (fotografo sassolese conosciuto come Aimo –ndr) e Edoardo Dal Borgo abbiamo aperto qualche mese fa l’associazione “Zona”. A partire da fine settembre / inizio ottobre vorremmo cominciare ad organizzare nella nostra sede iniziative artistico-culturali come cineforum e musica dal vivo e organizzare corsi di calligrafia. Sia io sia Luca siamo stati in un certo senso avvantaggiati, per quanto riguarda la creatività, dai viaggi che abbiamo fatto. Io sono stato un anno in Honduras e un anno a Buenos Aires e so bene quanto possa essere stimolante vedere il mondo, cosa che non tutti possono fare». Il segno distintivo di “Abva” è l’utilizzo di colori vivaci e accesi e di forme geometriche. «Seguo alcune linee guida – dichiara – ma rispettando sempre il mio stile. Mi piace stimolare le persone, provocare delle riflessioni su un qualcosa che si rifà alla realtà. Sono molto legato al disegno “Money and time”, che parla della stretta connessione tra tempo e denaro; così come al murale che ho realizzato a Sassuolo, (situato sulla facciata sud dell’Ortofrutta Comastri di via Leonardo Da Vinci –ndr) che vuole rappresentare il difficile e conflittuale rapporto tra l’uomo e la natura. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
