Camatta ha portato in scena l’antica arte della trebbiatura
PAVULLO Il fascino del lavoro di campagna di una volta conquista ancora l’Appennino. Ieri a Camatta è andata in scena una festa della trebbiatura vecchio stile.
Nel campo attorno all'Antica Bottega di Paolo Donini è stato infatti riservato un angolo anche alla mietitura a mano come si faceva prima dell'avvento delle macchine, protagonista Luigi Bernardi della Capanna di Biagio di Sant'Annapelago.
Hanno “frustato” le spighe con bastoni per fare uscire il grano che hanno poi macinato nei mulini artigianali posizionati attorno alla bottega, con gioiellini come mignon, tutto in legno, di Sergio Cassanelli.
Ma non è mancata anche la performance di una vecchia gloria anni '40: la trebbiatrice Pacioni portata da Rolando Bagatti di Acquaria assieme a un trattore Landini di pari età che l'azionava a cinghia. Il motore, con partenza a nafta nebulizzata e rotazione in due sensi, all'inizio ha fatto un pò il timido, ma poi con l'incoraggiamento degli amici della Bottega (Gianni Donini, Eugenio Orlandi, Gianni Bernardoni e gli altri) ha dato il meglio di sé, macinando l'orzo dell'azienda agricola “C'era una volta” condotta a Coscogno da Simona Mattioli Bertacchini. — D.M.
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