Gazzetta di Modena

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Country e cowboy In migliaia a Savoniero la piccola “Nashville” del nostro Appennino

Daniele Montanari
Country e cowboy In migliaia a Savoniero la piccola “Nashville” del nostro Appennino

Nella frazione di Palagano la 19ma edizione del festival musicale Artisti da oltreoceano e il sindaco autista del “trenino” fino all’alba  

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PALAGANO. Qualche nuvola minacciosa aveva provato a rovinare la 19esima edizione del Savoniero Country Festival, ma poi il vento ha spazzato via tutto (pur complicando un po’ l’organizzazione) permettendo di fare centro un’altra volta. E così più di 2mila persone si sono radunate venerdì sera, negli spazi della Polisportiva e nel parco sotto, per il più grande evento italiano dedicato alla musica country, che non ha deluso le attese. In primis per la trascinante performance della reginetta della festa: Whitney Rose, canadese trapiantata ad Austin che fino a mezzanotte e mezza ha conquistato orecchie e cuori col suo suono in bilico tra honky-tonk e pura Americana. Perfettamente a suo agio («Very nice to be here» ha premesso) con tanti «grazie mille» ha risposto al calore del pubblico, di tutte le età. Ma hanno fatto molto bene anche i Roadhogs, band locale apripista che ha presentato il secondo album (“Ballate oltre il confine”). Ed è stato incontenibile, come suo solito, l'altro americano ospite in gradito ritorno: l'inossidabile Johnny Falstaff, che ha lanciato una canzone dietro l'altra. Sul palco, prima degli ospiti stranieri, il saluto dell'europarlamentare Elisabetta Gualmini e della consigliera regionale Luciana Serri: «Io sono di Palagano - ha ricordato Gualmini - e non mi sono mai persa un Savoniero, che ormai è diventato la Nashville italiana. È un appuntamento di grande valore, per il suo potere di aggregazione e il senso di appartenenza al territorio e alla campagna che trasmette: il country è anche questo». «Dobbiamo tutto a 150 volontari che si spendono perché sia tutto al meglio: sono loro il grande valore aggiunto» ha commentato Serri. Tra il pubblico, anche figure pittoresche come il reggiano Gianfranco Patroncini, “gemello” musicale di Elvis e comparsa per Carlo Verdone (“Gallo Cedrone”).

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E gente venuta apposta da Milano, come Riccardo, Ilenia, Massimo e Raffaele. Finiti i concerti, è stata ancora musica fino alle 3 con Giovanni Braglia alias “Dj chiavetta” (nonché benzinaio di Palagano) e Daniele Zordanello, il cantante degli Skandals. Tutto è filato liscio, grazie anche alla presenza dello staff del Sert per gli alcol test (progetto “Buona la notte”) e le navette che fino all'alba hanno portato a casa i ragazzi. Al volante lo stesso sindaco Fabio Braglia, che ha girato a ciclo continuo fino alle 5: «Si fa volentieri - commenta - per una festa così bella anche sotto il profilo della sicurezza, che dimostra come si possa stare bene e divertirsi senza brutti episodi. È sempre un'emozione vedere tanta gente che viene qui anche da lontano, dimostrando come la montagna, se valorizzata, sappia attrarre. Grazie di cuore ai volontari che hanno reso tutto questo possibile». «Il bilancio ancora una volta è ottimo - ribadisce Graziano Albicini, presidente della Polisportiva - e quindi... Arrivederci alla 20esima edizione». —
 

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