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Nicola, l’uomo dei ponti che sta cambiando il Ruanda

Il giovane ingegnere di Unimore realizzerà 350 collegamenti pedonali sospesi «Applicare gli studi per combattere la povertà è un’opportunità incredibile»

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In Ruanda è diventato «l'uomo dei ponti», perché permetterà a decine di persone, anche bambini, di attraversare fiumi non più su strutture improvvisate ma su collegamenti sicuri e usufruire così di servizi di base come scuola, lavoro, sanità. L’uomo del piccolo miracolo quotidiano è un giovane ingegnere modenese, Nicola Turrini, che nel Paese africano realizzerà 350 collegamenti pedonali sospesi per permettere a studenti e lavoratori delle zone più rurali di spostarsi nel modo più veloce, e sicuro, possibile. Turrini si è laureato all'Università di Modena e Reggio Emilia e lavora in Ruanda per conto della ong americana “Bridges to Prosperity”. «La possibilità di applicare gli studi per combattere la povertà relazionata all'isolamento è un'opportunità unica e incredibile», spiega l'ingegnere. La sua avventura è nata quasi per caso sei anni fa. Prima la laurea magistrale in Ingegneria strutturale e un’esperienza in Erasmus a Madrid, poi la partenza per «lo stage che mi ha cambiato la vita». Proprio nella capitale spagnola, gli viene offerto un lavoro come Project Engineer nell’azienda in cui ha trascorso il suo periodo di studi all'estero e dove ha lavorato dal 2014 fino a fine 2016. Successivamente arriva il contatto con la ong americana, specializzata nella costruzione di ponti sospesi per permettere a comunità isolate in paesi in via di sviluppo di attraversare fiumi e usufruire di servizi basilari. Nel 2017, Nicola va in Nicaragua per 9 mesi di volontariato e partecipa alla costruzione di 9 ponti, supervisionando la qualità dei lavori e coordinando i cantieri locali. La ong, quindi, lo assume e lo manda a Glasgow per 10 mesi. Nel giugno 2018 la nuova trasferta in Ruanda: dall'11 agosto dello scorso anno, Nicola si occupa della progettazione di 350 ponti, che saranno completati nei prossimi cinque anni. —

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