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Castelfranco «Nel Compro oro di Balugani un continuo via vai di giovani»

S.TO
Castelfranco «Nel Compro oro di Balugani un continuo via vai di giovani»


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CASTELFRANCO. «Andrea Balugani? Una persona tranquilla, di quelle con cui ci si chiacchiera normalmente come si fa qui sotto ai portici. Però, a modo suo, era un personaggio, conosciuto in paese per essere stata una persona un tempo facoltosa e poi ora per avere quel Compro oro piuttosto frequentato». Non si parla d’altro sotto ai portici di corso Martiri, in pieno centro a Castelfranco. Soprattutto nel tratto dove c’è l'intersezione con via Cappi, dove si trova il Compro oro e dove, come riferiscono le indagini, confluiva l’oro rubato, rapinato dalla gang a cui il 65enne Balugani, è stato indicato, faceva da ricettatore. Accanto alla serranda chiusa, una piccola insegna sul muro che recita “Castello compro oro”. «È estate, qui c’è passeggio sino a tardi, tra un caffè e un gelato - dicono alcuni residenti - e verso la mezzanotte abbiamo visto i carabinieri arrivare, con le auto e le sirene, e quell'uomo uscire in manette dal Compro oro. Era ancora all'interno, non è una stranezza che fosse ancora all’interno. Non c’erano orari per quell'attività». «Sì, era un po’ strano questo fatto - dicono - tanti commercianti infatti si vedevano arrivare nei loro negozi ragazzi, ma a volte anche adulti, che chiedevano dove fosse il Compro oro, perché non lo trovavano. E parecchi erano quelli che arrivavano anche alla domenica». In tanti infatti raccontano come Balugani avesse l’abitudine, proprio di domenica, di prendere il caffè e di stazionare sotto ai portici e che, durante la mattinata, venisse avvicinato da parecchi giovani, che arrivavano alla spicciolata. «Dopodiché - riferiscono in centro - lui andava al Compro oro e riceveva tutti». Persona conosciuta, di cui parecchi sanno “il curriculum”: sempre in centro raccontano che il 65enne divenne ricco grazie ad una eredità lasciata da un parente, un lascito che comprendeva anche due palazzi, proprio in corso Martiri. Uno è quello che fa angolo anche con via Cappi, dove c’è il suo negozio e dove l’attività di Compro oro prima affidata ad un’altra gestione era, adesso, come riferiscono i carabinieri, del tutto in mano sua. L’altro palazzo è più avanti, dopo la chiesa. «Lui, prima del Compro oro - riferiscono in paese - aveva una attività nel settore edile, costruzioni e immobiliare. Il suo era un comportamento “strano”, nel senso che gli appartamenti del palazzo, angolo via Cappi, sono rimasti a lungo abbandonati, tant’è che il Comune dovette intervenire perché s’era creato un pericoloso strato di guano all'interno. Poi lui ha venduto il palazzo, ma alcuni negozi, che danno sul corso sono ancora suoi e li dovrebbe gestire l’agenzia immobiliare dei due figli, avuti dalla moglie, da cui si è da tempo separato. Anche l’altro suo palazzo dovrebbe essere piuttosto trascurato». Il sindaco Giovanni Gargano ha così postato su Facebook: «Come sindaco e cittadino provo soddisfazione nel sapere che si faccia giustizia. Inorridisco però nel sapere che cittadini della nostra Comunità siano coinvolti in attività delinquenziali cosi atroci che hanno un unico obbiettivo: il profitto. Non mi sento di certo il sindaco di queste persone!». —. S.TO

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