Gazzetta di Modena

Modena

Presa la banda dello spray Sette arresti a Modena per la strage di Corinaldo

Flavia Amabile
Presa la banda dello spray Sette arresti a Modena per la strage di Corinaldo

Sono accusati di aver messo a segno il colpo del dicembre 2018 nella discoteca  Dopo la morte di 6 persone e 120 feriti i raid col gas al peperoncino continuarono

4 MINUTI DI LETTURA





CORINALDO. Primi arresti per la strage di Corinaldo avvenuta l’8 dicembre scorso nella discoteca “Lanterna Azzurra” mentre si aspettava l’inizio del concerto del trapper Sfera Ebbasta. Sette giovani tra i 19 e 22 anni sono finiti in carcere accusati di aver provocato anche se in modo non volontario la morte di sei persone e il ferimento di altre 197, ma anche con l’accusa di far parte di un gruppo criminale specializzato in furti di oggetti d’oro nelle discoteche del Centro e del Nord Italia, usando molto spesso la tecnica dello spray al peperoncino. Due dei 6 giovani arrestati erano già stati fermati in Francia lo scorso 6 luglio dopo il furto di alcune collane a Disneyland. I due, Moez Akari e Andrea Cavallari, erano con 2 ragazze: i 4 sono stati bloccati e, dopo esser stati processati davanti al giudice di Chessy sono stati rilasciati.

Nella maglie giudiziarie è finito anche un ricettatore che aveva il compito di rivendere gli oggetti d’oro a un’attività di compro-oro. Per il momento sono stati accertati 11 colpi riusciti, un vero e proprio lavoro a tempo pieno che garantiva 15mila euro al mese, ma gli investigatori stanno indagando su tutta un’altra serie di episodi analoghi avvenuti in 60 locali in tutta Europa. Secondo il capo della procura di Ancona, Monica Garulli, infatti «svolgevano prevalentemente lavori saltuari o non lavoravano» e «avevano un tenore di vita abbastanza alto, dovuto anche alle attività delittuose». Inoltre «quasi tutti hanno precedenti specifici, alcuni anche per furti con strappo» tanto che «sono stati già arrestati da altre autorità giudiziarie».

Le intercettazioni

L’attività della banda è stata confermata anche dalle intercettazioni delle telefonate. I giovani parlano senza problemi della concorrenza con le altre bande, i furti negli autogrill mentre andavano in discoteca a rubare, le tecniche per ingannare «gli sbirri». E parlano di Corinaldo: «Siamo andati a una festa frà e son morte 6 persone. .. Vecchio, spray, iniziava a tossire frà, la gente che urlava, la gente che iniziava a cadere, io ho saltato tre persone frà, ho passato certe cose frà...». Di quella serata raccontano tanti dettagli, i giovani arrestati. Persino il piano fallito di derubare persino Sfera Ebbasta: «Quella collana così fuori... se non era stato per i morti telo giuro...». Eppure, anche dopo il dramma della discoteca, la banda continua a mettere a segno i soliti colpi: «Andavamo avanti a sgasare. Io le facevo... per riuscire anche a non pagare frà. Mamma mia frà ci aveva preso la mano! . (...) ti ricordi a Firenze, in Toscana, entravi... eri il maestro dello spray».

Il marito della vittima

Paolo Curi sta andando al lago di Bolsena. In auto con i quattro figli. Per la prima volta in vacanza d’estate senza Eleonora, la moglie, morta nella sera del concerto di Corinaldo. Commenta gli arresti rabbia: «Più la verità viene a galla più sono contento ma non voglio che questi ragazzi diventino uno scudo per nascondere altre responsabilità. Quella sera in discoteca mi ha rovinato la vita, i ragazzi hanno grandi responsabilità ma hanno fatto lo stesso in tante altre discoteche, non è morto nessuno. La mia rabbia è contro i gestori, contro chi ha dato alla discoteca i permessi perché fosse aperta. Se fosse stata in regola sarebbe andata come negli altri casi, qualche furto. Ora devono emergere invece le responsabilità degli adulti, la vicenda è molto più ampia degli arresti di questi delinquentelli».

È quello che pensa anche Luigina Bucci, madre di Alessandro, anche lui in discoteca. «Deve emergere il ruolo avuto dal mondo degli adulti, erano loro a dover evitare che dei furti si trasformassero in una tragedia». Luigina Bucci si considera fortunata, Alessandro è sopravvissuto, quando si è scatenato il panico ha imboccato un’uscita di sicurezza si è arrampicato su un muro ed è riuscito a salvarsi. Da allora non è ancora riuscito a mettere piede in una discoteca o in un locale dove fosse in corso una festa ma è vivo e ora la madre lotta insieme ad altri genitori perché una serata simile non si ripeta. È presidente del Cogeu, il comitato di genitori che in questi mesi ha avuto diversi incontri con le istituzioni e con i gestori fino a essere riusciti a approvare a giugno un codice etico da seguire per garantire che le serate possano svolgersi in sicurezza. I locali che si adegueranno avranno un logo che permetterà dalla prossima stagione di scegliere sulla base di questi criteri dove mandare i propri figli.

Dal ministro

Il prossimo passo dei genitori è riuscire a incontrare il ministro dell’Interno. Luigina Bucci racconta che si stanno attivando per contattarlo e che sperano dopo le vacanze di potergli parlare del loro codice etico e della sicurezza nei locali notturni. Finora però il ministro non sembra aver dato loro grande ascolto. Paolo Curi sembra scettico: «E venuto solo all’inizio per farsi vedere e perché fosse utile soprattutto a sé stesso. Altri invece hanno fatto tanto per noi, lontano dai riflettori come il presidente Mattarella o il sindaco di Senigallia».

In mattinata Matteo Salvini ha ringraziato i carabinieri e gli inquirenti per il loro lavoro. Un tweet dal tono ufficiale che ha scatenato l’ironia sui social. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google