Ecobloks: «Stabilimento sicuro Ben vengano i controlli Arpae»
Spallanzani: «Risponderemo alle osservazioni e monteremo le centraline» L’Agenzia: «Situazione complessa (non pericolosa) e sempre monitorata»
FINALE. «Risponderemo a tutte le osservazioni di Arpae e installeremo gli impianti di controllo richiesti. Siamo convinti che una volta disponibili i dati, una volta che sarà dimostrato che l’azienda non inquina, gli animi si possano rasserenare».
Alberto Spallanzani, titolare di Ecobloks interviene sulla questione delle prescrizioni di Arpae sul progetto di ampliamento del contestato stabilimento di Canaletto. «Non è nostra intenzione fare polemiche, anzi, mi spiace per quella affermazione che è stata male interpretata, ovvero che se volevano che ce ne andassimo lo avremmo fatto in cambio di un indennizzo. Si trattava di uno sfogo, senza un interlocutore preciso, peraltro. Questo stabilimento ci è costato 50 milioni, diamo da lavorare oggi a 70 dipendenti, quando ho scritto al consiglio comunale ero amareggiato».
Spallanzani è sicuro: «Non emettiamo formaldeide inquinante, contiamo di dimostrarlo anche attraverso le prescrizioni che ci vengono dettate da Arpae. Così come è giusto che ci sia una verifica della ricaduta delle polveri, pagheremo noi l’impianto che fornirà ad Arpae strumenti di controllo. Per cui le prescrizioni che vengono richieste sono ben accolte, se servono a dimostrare come spero la correttezza delle nostre procedure e del nostro operato».
Sulla questione interviene anche Arpae: «Dall’inizio dell’attività (2015) a oggi, l’Ecobloks è stata oggetto di costante verifica da parte di Arpae. Sono stati effettuati numerosi sopralluoghi di verifica dell’impianto nel suo complesso oltre che delle emissioni convogliate e diffuse; sono stati effettuati numerosi monitoraggi ambientali conseguenti agli incidenti che hanno determinato emissioni anomale; a seguito dei riscontri, sono stati emanati numerosi provvedimenti che hanno permesso di limitare la polverosità diffusa e le emissioni. In relazione all’utilizzo all’interno del ciclo produttivo di sostanze potenzialmente inquinanti, tra cui la formaldeide, già nei lavori istruttori finalizzati al rilascio dell’autorizzazione sono state elaborate specifiche prescrizioni». Così, dopo la Conferenza di servizi del 6 giugno Arpae Modena il 15 luglio ha ritenuto necessario richiedere a Ecobloks l’acquisizione di ulteriori elementi. «Particolare attenzione è stata rivolta all’utilizzo di formaldeide nel ciclo produttivo, fra cui nello specifico l’indicazione della periodicità con cui viene verificato il contenuto di formaldeide nelle materie prime impiegate e nel prodotto finito e, al contempo è stato richiesto di approfondire la possibilità di eliminare tale sostanza dal ciclo produttivo; nel caso in cui la formaldeide non fosse sostituibile, è stata richiesta l’elaborazione del bilancio “reale” di massa; è stato richiesto all’azienda di presentare una proposta tecnica complessiva per la captazione ed abbattimento degli inquinanti che possa consentire il rispetto di limiti a camino inferiori a quelli proposti in prima istanza; visto il verificarsi di incendi, è stata richiesta una simulazione sulla ricaduta degli inquinanti rilasciati nell’aria».
Le dettagliate richieste di Arpae così concludono: “Considerate la complessità (e non la pericolosità, parola pubblicata per errore ndr) dell’impianto, le problematiche ambientali intervenute in passato presso l’impianto e la conseguente attenzione dell'opinione pubblica, deve essere proposto un piano di monitoraggio dell’aria ambiente da effettuare, a cura e spese della Società”. —
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