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Ladri assaltano la casa con i residenti dentro Ma devono scappare

D.M.;

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PAVULLO. Ladri che insistono a scassinare l’ingresso nonostante sentano da dentro la voce del padrone di casa che si è svegliato e intima di andarsene via.

Bella paura nella notte tra sabato e domenica a Pavullo per un 50enne che abita con la sua famiglia in via Casa Filippucci, stradina laterale che dalla Giardini finisce in mezzo alla campagna in località Casa Bosi, al confine con Serra.

«Erano le 4.30 – racconta l’uomo – dormivo con le finestre aperte e all'improvviso sono stato svegliato da dei colpi all’ingresso. Mi sono alzato, sono sceso a vedere cosa succedeva e ho capito subito che dall’altra parte c'era qualcuno che tentava di forzare la porta. Allora ho cominciato a gridare: “Andate via! Qui siamo semplici operai, non abbiamo cose di valore da rubare, andate via!”. Loro si sono fermati un attimo e poi hanno ricominciato a picchiare contro la porta più forte di prima. Si sono svegliate anche mia moglie e mia figlia a hanno iniziato a urlare anche loro dalla finestra: allora finalmente, capito che c’erano più persone in casa sveglie, sono andati via». Immediata la chiamata ai carabinieri di Pavullo, giunti in pochissimi minuti in un posto in mezzo alla campagna, ma dei malviventi (almeno due persone viste allontanarsi nell’oscurità) non c’era più traccia. Lo scenario è stato esaminato con attenzione alla ricerca di elementi utili (sono entrati dal retro, rompendo una rete di recinzione) e uomini di pattuglia sono passati più volte anche nella giornata di sabato, per vedere se in giro c’erano facce strane.

«Abito qui dal 2004, non mi era mai capitato niente del genere – sottolinea il 50enne – per un momento ho pensato: “Qua entrano e chissà cosa ci fanno”. L’importante è che stiamo tutti bene e che non sia successo nulla. Ho già fatto sistemare la porta di ingresso e messo delle protezioni alle finestre. E adesso con chi abita qua in zona ci stiamo organizzando con dei turni di guardia, per vigilare su quello che succede. Qui siamo tutti lavoratori, non c’è gente ricca: non capiamo perché all’improvviso abbiano preso di mira questa zona». —

D.M.



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