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Balsamico, trent’anni per vincere il Palio e marchiare le botti

Anna Luna Di Marzo
Balsamico, trent’anni per vincere il Palio e marchiare le botti

Per Roberto Cavoli e famiglia un sogno che diventa realtà «Che emozione. Due batterie. Passione che si tramanda»

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L’altro giorno la marchiatura delle botti. Di fatto l’incoronazione che sancisce che quell’aceto, quella batteria, è la migliore di tutto il modenese per il 2019. Roberto Cavoli è stato, infatti, il vincitore del 53esimo palio di San Giovanni indetto dalla Consorteria dell’aceto balsamico tradizionale di Spilamberto. Cavoli e la sua famiglia hanno aperto la prima acetaia alla fine degli anni ’80. «È tutto a produzione familiare. La nostra è un’acetaia “personale”. Abbiamo sempre prodotto aceto per passione, regalando qualche bottiglia agli amici», racconta Roberto.

La sua famiglia ha due batterie: una composta da dieci botti, l’altra da sei. «Poi ci sono la botte madre - specifica - e qualche botticella dove teniamo l’aceto “da insalata”, quello più giovane. Abbiamo anche una botticella in ginepro che usiamo per tenere l’aceto invecchiato e dare un sapore diverso». La convocazione alla finale di giugno era arrivata per Roberto in modo inaspettato.

«Da subito ho pensato fosse uno scherzo. Io e la mia famiglia quel giorno volevamo andare a mangiare da un amico che si occupa di slow food a Spilamberto. Non ci saremmo mai aspettati di venire convocati», aggiunge.

«Ci sarà stata una congiunzione astrale favorevole quel giorno - racconta Roberto sorridendo - Ancora stento a crederci. Che emozione è stata sentire pronunciare il mio nome dal Gran Maestro Fini. La nostra acetaia non è molto grande, sono circa 30 metri. Chi se lo aspettava di vincere un premio tanto importante!». L’inocoronazione di miglior aceto davanti tutta lka famiglia.

«Siamo tutti davvero molto fierui della vittoria al Palio di San Giovanni. Seguire le proprie passioni a volte ti porta ad ottenere risultati inimmaginabili, e questa vittoria ne è la conferma. Credo che tutti gli aceti in gara fossero buoni, noi ci siamo sempre impegnati nel rispetto della tradizione e della qualità» sottolinea Roberto con emozione. «Il momento della marchiatura della botte - conclude - è un’emozione indescrivibile e la mia famiglia era a gioire insieme a me, festeggiando tutti insieme come da tradizione: con un buon bicchiere di vino e del buon pane e salame» . —





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