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«Menani, polemiche e show ma mancano i progetti»

Luca Gardinale
«Menani, polemiche e show ma mancano i progetti»

L’affondo di Matteo Mesini: «Fino ad oggi solo parole. È tempo faccia vedere un programma serio per governare la città fatto di obiettivi e scadenze»

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Dallo striscione rimosso (quello per Giulio Regeni) agli operai “trasferiti” in Russia (quelli delle ceramiche Martinelli).

A poco più di due mesi dall’insediamento, la nuova giunta di Sassuolo guidata da Gian Francesco Menani ha già fatto parlare parecchio di sé, con decisioni e prese di posizione che hanno fatto infuriare l’opposizione.

A commentare le scelte del primo cittadino, tracciando un bilancio dei primi sessanta giorni di governo è Matteo Mesini, consigliere comunale del Pd e capogruppo nello scorso mandato.

Partiamo dallo striscione per Regeni rimosso dal balcone del Comune: secondo il sindaco Menani, si trattava di una “vicenda non più di attualità”

«Giulio Regeni aveva appena un anno più di me quando è stato torturato e ucciso in Egitto, quindi penso e spero che il tema debba rimanere d’attualità fino a quando i genitori non avranno la verità che spetta loro. Troppe volte il nostro Paese ha dimenticato morti e stragi di nostri connazionali, e penso di doverlo ribadire: sensibilità o no, non lo decide certo il sindaco di Sassuolo quando il caso sarà chiuso».

Archiviato il caso striscione, è arrivato quello Martinelli, con la proposta di trasferire gli operai in Russia

«Sono rimasto parecchio stupito per l’ultima uscita del sindaco in cui suggeriva di mandare a lavorare in Russia gli operai coinvolti dal fallimento aziendale. A quanto pare, la Lega a Sassuolo ha cambiato il suo programma elettorale, passando da “meno immigrati” a… “più emigrati”. Per noi, invece, non è accettabile pensare che chi resta disoccupato debba andare a lavorare via da Sassuolo. Fossi stato nel sindaco, prima di andare in ferie, avrei chiesto al presidente Caselli di convocare un Consiglio comunale straordinario senza gettone di presenza per discuterne con tutte le forze politiche. Se aziende di Sassuolo falliscono e gli operai restano senza lavoro, è interesse di tutta la città e non un’opportunità per fare la polemica con i sindacati che difendono i lavoratori».

L’avvìo del mandato, insomma, non sembra incoraggiante per il rapporto maggioranza-opposizione. Pensa che le cose potranno migliorare nei prossimi mesi?

«Prima di rispondere, dovrei capire se Menani si è candidato per fare il rappresentante d’istituto con delega… agli aperitivi o se ha un piano per governare la città capofila della ceramica mondiale».

«Penso - aggiunge ancora - che il distretto abbia bisogno di un leader: lui ha democraticamente vinto la sfida del 26 maggio, adesso ci faccia vedere che cosa ha in mente per la città. E quando avrà presentato alla città un programma serio di gestione delle crisi aziendali e un piano per fare di Sassuolo la città delle opportunità, sarò ben contento di trovare un compromesso con la maggioranza, ma fino a quel momento penso che faremo una attenta opposizione per salvaguardare le famiglie sassolesi dalle promesse elettorali che non verranno mantenute». —

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