Ragazze, Disneyland, rivali e mazze da baseball Le inchieste parallele
All’attenzione degli investigatori non solo il fascicolo sulla Lanterna Ci sono già sei indagati modenesi. E si stanno muovendo altre Procure
MODENA. Oltre alla corposa inchiesta su Corinaldo, tante inchieste collaterali sono per ora solo menzionate nello stesso fascicolo, in vista degli stralci finali. A queste indagini si affiancano vicende giudiziarie parallele, piccole e grandi. Una valanga di accuse e imminenti processi si sta per abbattere su alcuni membri delle due gang dello spray, secondo l’accusa andati a Corinaldo per far man bassa di collane d’oro al concerto finito in tragedia dopo lo spruzzo dello spray in sala. Dalle carte del gip di Ancona Carlo Cimini, che hanno portato in carcere i sei ragazzi modenesi più il presunto ricettatore, emergono elementi di grande interesse che indicano come singoli membri delle bande fossero ben noti alle forze dell’ordine e in alcuni casi già “beccati” con la refurtiva. Tralasciamo per ora le tante piccole denunce aperte per alcuni indagati.
Il caso più eclatante avviene la notte del 14 ottobre 2018 a Fabriano. I carabinieri, durante un controllo stradale, fermano l’auto guidata da Akari. A bordo ci sono Cavallari e un loro amico oggi indagato. I carabinieri trovano un sacchetto con sette collane d’oro danneggiate da strappo. Due risultano rapinate poco prima alla discoteca Area. Un fatto grave, ma i tre riescono a uscirne in qualche modo. Di quell’episodio ne parleranno in termini vaghi i quotidiani locali.
Sembra un caso unico e invece il 25 luglio scorso, non lontano, a Porto San Giorgio, avviene la replica. Sull’auto guidata dalla fidanzata del “Cava” (a bordo c’erano lui e il solito “amico” modenese) vengono trovate due collane d’oro e nel cassetto del cruscotto un potente taser. Tutto sequestrato. Tornati soli, i tre si interrogano, non sapendo di essere intercettati sull’auto, e ricordano l’incredibile caso di Fabriano, quando l’avevano fatta franca. Come in questo caso. In realtà, dalle carte è evidente che i due episodi si sono conclusi così solo per motivi di indagini: quello del 14 ottobre è avvenuto prima di Corinaldo e quindi appariva come un semplice raid di rapinatori; il secondo avviene dopo e allerta gli investigatori che ormai da mesi intercettano “Cava” e Akari. Saranno arrestati con gli altri pochi giorni dopo. Di questi casi risponderanno in separate sedi.
L’episodio a Disneyland fa suonare ancora una volta a vuoto un campanello d’allarme per la banda. Pochi giorni prima di Porto San Giorgio, il 9 luglio, Cavallari, la sua “donna”, Akari, e un altro indagato minore sono al parco divertimenti di Chessy per divertirsi e “lavorare”. Dopo lo strappo di alcune collane, sono arrestati. Portati davanti al giudice per la direttissima, sono rilasciati per termini di difesa e tornano in Italia.
Quindi, presto saranno processati a Parigi. Infine per Cavallari una grossa tegola arriva dalla Procura di Modena dove è in corso un’inchiesta a se stante sulle angoscianti accuse che due anni fa un adulto ha rilasciato ai carabinieri di Crevalcore prima di scappare all’estero. Raccontava che “Cava” lo ha vessato a lungo costringendolo a fare da autista per le loro scorribande nei locali e ai concerti rap e trap, che lo ha minacciato, umiliato, picchiato, preso a bastonate con una mazza da baseball, colpito con un taser al collo. Una galleria degli orrori che ha spinto la Procura a indagare Cavallari per circonvenzione di incapace, lesioni personali e ricettazione. Uno degli aspetti principali, anche se ad oggi appena abbozzato, è poi la rivalità tra i modenesi e la gang dei genovesi. Di questo aspetto si occupa la Procura di Genova che ha chiesto le carte a quella di Ancona: stando alle loro chiacchiere da bulli, le due gang si sarebbero spartite i colpi del Nord e Centro Italia.
Veniamo ora alle figure minori dell’inchiesta in corso. Tra le sole carte utilizzate per le richieste cautelari in carcere si citano ben 77 episodi segnati dagli investigatori di raid in locali. Non sono fatti accertati, se non in pochi casi, bensì al centro di verifiche. In ogni caso in molti episodi, alcuni già appurati, compaiono sei modenesi oggi indagati. Si tratta di due ragazze, tre ragazzi e un secondo ricettatore modenese ritenuto occasionale, a differenza di Balugani. Un ragazzo è stretto “amico” di Di Puorto e probabile complice. Le ragazze sono la fidanzata di Cavallari: autista per 30 euro più spese in varie trasferte e forse complice in alcuni colpi; una seconda ragazza indagata per aver partecipato a rapine. Poi ci sono tre “amici” presenti in auto durante alcuni raid di Cavallari. —
C.G.
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