Aule accoglienti, idee e un posto per tutti Grazia Baracchi sale in... cattedra
L’assessore alla scuola e l’elenco delle priorità del primo mandato ad un mese dalla riapertura: «Cambiate le esigenze delle famiglie»
l’intervista
Una passione per lo sport e per la scuola che, negli anni, è diventata anche un lavoro. Il campo lo aveva lasciato da qualche anno, la cattedra solo da qualche giorno. Grazia Baracchi, nel nuovo ruolo di assessore delle sue materie preferite, è già nel pieno del lavoro.
Come si trova dall’altra parte della barricata?
«Fare l’assessore non vuol dire stare dall’altra parte. Vuol dire stare al fianco dei cittadini con un ruolo diverso rispetto a prima. Ma insegnante e assessore sono due figure di servizio dove l’obiettivo è comune: dare il meglio per la comunità».
Le mancherà l’insegnamento?
«Mi mancherà il rapporto quotidiano con i ragazzi, vederli crescere, raggiungere i loro obiettivi, anche piccoli ma i loro sforzi con coraggio sono impagabili: è un pezzo della mia vita, ci ho creduto tanto, ho investito tanto nell’insegnamento ma ho anche ricevuto soddisfazioni impagabili».
Cominciamo dai nidi: la fascia 0/3 anni è caratterizzata da carenza di posti e estensione del servizio in estate. Cosa c’è da migliorare?
«Stimiamo che a Modena dalla manovra regionale per Welfare possano arrivare risorse per circa un milione di euro da destinare al capitolo nidi, ma attendiamo di avere indicazioni precise. I nostri uffici sono già al lavoro affinché la riduzione delle rette voluta dalla Regione, per altro coerente con quanto già fatto da questa amministrazione, sia improntata a criteri di equità. Questa azione dovrà essere accompagnata ad un ampliamento dei posti disponibili che per noi deve andare di pari passo con il sostegno alle famiglie. La ripresa delle domande al nido, pur dovendo fare i conti con l’esigenza di programmazione dell’ente per evitare spreco di risorse pubbliche, è un segnale importante che non intendiamo sottovalutare. Stiamo valutando quali sono le possibilità per incrementare i posti disponibili in nidi già nel corso di quest’anno educativo. Al tempo stesso, accanto alle formule tradizionali di servizio educativo, confermiamo l’impegno per rispondere a nuove e diverse esigenze delle famiglie, ne è un esempio il prolungamento estivo».
Ha funzionato?
«In nidi e scuole d’infanzia è terminato il prolungamento estivo che anche quest’anno è stato molto richiesto: 1230 i bambini che hanno continuato a frequentare nidi (oltre 560 bimbi) e scuole d’infanzia (più di 660 bimbi) comunali, della Fondazione Cresci@mo e convenzionati anche nelle prime due settimane di luglio. È la conferma che il servizio intercetta reali bisogni delle famiglie a cui rispondiamo tenendo sempre al centro i bisogni del bambino, educativi e di socializzazione. Anche i servizi integrativi hanno tenuto aperto a luglio presso il Triva per complessivi 10 giorni, offrendo attività, laboratori, occasioni per stare insieme ad oltre 200 tra bambini e genitori».
Stiamo sulle risorse: quali sono le priorità per gli investimenti?
«Oltre che per l’ampliamento dei posti al nido, utilizzeremo le risorse aggiuntive che la Giunta ha deciso di investire – perché di investimento si tratta - per sostenere l’offerta formativa delle scuole d’infanzia così come già facciamo nelle scuole primarie. Tutti i bambini hanno diritto al raggiungimento del successo formativo, senza contare che educazione ed istruzione sono alla base della comunità coesa e inclusiva che vogliamo ed è nell’interesse della collettività avere un’offerta scolastica omogenea e di qualità, in grado anche di scoraggiare le migrazioni da una scuola all’altra. A Modena il sistema integrato formato da scuole d’infanzia statali, comunali, della Fondazione Cresci@mo, Fism, convenzionate e appaltate offre una copertura praticamente del 100 per cento, ossia tutti i bambini hanno un posto e anzi l’offerta supera la domanda. Ora riteniamo occorra intervenire per garantire un’offerta omogenea, non solo modificando i criteri per l’assegnazione dei punteggi per l’accesso, come abbiamo fatto quest’anno, ma anche sostenendo progetti d’inclusione. Abbiamo allo studio la possibilità di mettere a disposizione personale in supporto su progetti specifici che arricchiscano l’offerta utilizzando diversi linguaggi: dall’informatica alla musica, all’arte alla psicomotricità. Abbiamo in programma anche miglioramenti alle strutture: in una scuola bella e funzionale si insegna e s’impara meglio».
Saranno anni anche di investimenti strutturali?
«È già pronto il progetto della Scuola innovativa (primaria) che sorgerà nell’area nord di Modena. Inoltre, a inizio settembre con alcuni colleghi assessori, andremo anche a Villanova a presentare il progetto esecutivo, ormai pronto, della nuova scuola d’infanzia della frazione. Sono invece praticamente conclusi i lavori alle Pascoli, dove a settembre studenti e personale scolastico troveranno una scuola completamente rinnovata. Il prossimo anno l’intervento di miglioramento sismico interesserà anche le scuole medie San Carlo, ospitate nell’altra ala dello stesso edificio, e le de Amicis».
L’impressione, arrivando ai Comprensivi, è che la riorganizzazione che partirà a settembre (tutti a casa il sabato) abbia creato scuole di serie A e scuole di serie B.
«Con i dirigenti degli Istituti comprensivi abbiamo iniziato a lavorare su molti fronti, in primo luogo per sostenere la riorganizzazione didattica che partirà a settembre e che in taluni casi richiederà il sostegno del Comune per quanto riguarda gli aspetti logistici. Ma anche per sostenere il consolidamento della rete dei Comprensivi perché siamo convinti che essere uniti sia vincente: per stipulare accordi con Università, enti di formazione e altre agenzie educative in grado di dare vita a interventi che qualificano l’offerta formativa (come i progetti sulla dislessia, quelli per la digitalizzazione informatica, per l’inclusione) oltre che per intercettare risorse».
Pochi dirigenti, sempre più scuole in reggenza, cattedre scoperte e allarme sostegno. Sarà un settembre di fuoco...
«Restano aperti problemi seri a quali chiediamo al Governo di dare risposta in tempi brevi per il bene di tutta la scuola come la carenza dei dirigenti che è diventata una criticità, anche se dalla dirigente Menabue dell’Ufficio scolastico mi arrivano rassicurazioni sullo svolgimento delle procedure di concorso e su nuove assegnazioni a settembre. Stiamo anche seguendo con attenzione le comunicazioni del Miur sulle immissioni in ruolo e le assegnazioni dei posti a tempo determinato che tardano ad arrivare. E ancor più preoccupante è la mancanza di insegnanti di sostegno specializzati, ma abbiamo accolto con favore le assegnazioni di ore in deroga da parte dell’ufficio scolastico regionale, anche se questi posti saranno assegnati per lo più a personale docente non specializzato sul sostegno». —
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