Due palazzine con dieci appartamenti al posto della villa nell’area ex Frarica
Gli ambientalisti insorgono: «Il Comune deve istituire un regolamento per tutelare gli spazi verdi importanti della città»
Due palazzine con dieci appartamenti ciascuna al posto della villa padronale che una volta era proprietà della famiglia Righi. Attraversando via Manzoni ci si può imbattere in un cantiere che ha ormai demolito l’edificio dell’area ex Frarica, la fabbrica divenuta nota, grazie anche a un fortunato spot con Maurizio Costanzo come testimonial, il quale indossava “la camicia coi baffi”.
PRONTA ENTRO IL 2020
La novità prende il nome di quartiere residenziale Anna Frank, dalla laterale di via Manzoni su cui confinano le due palazzine che stanno per essere costruite. «Ogni edificio ospiterà dieci appartamenti di varie metrature - fanno sapere dall’agenzia di Cibeno che cura la commercializzazione - Le strutture saranno in classe energetica A4: significa che l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera sarà inferiore dell’80% rispetto ai normali parametri utilizzati. Gli appartamenti avranno una metratura, in media, di 120 metri quadri. È previsto che i lavori di costruzione finiranno entro il 2020».
La realizzazione dei nuovi condomini suscita una dura presa di posizione degli ambientalisti.
Dopo il boschetto vicino alla tangenziale, dove ora sorge il Despar, per fare posto a questi nuovi condomini sono stati abbattuti esemplari di piante. E, se è vero che il verde dell’area dove sorgeva la villa padronale è di privati, perché la proprietà precedente l’ha venduta a costruttori, il Comune, fanno notare gli ambientalisti, può comunque mettere un freno attraverso i regolamenti, all’espansione della cementificazione.
LA CONSULTA DICE NO
«Per quell’area, la Consulta aveva fatto incontri con il Comune - spiega Mario Poltronieri, referente locale di Legambiente e presidente della Consulta all’Ambiente - Questo perché, qualche anno fa, quando sono stati potati gli alberi, ci hanno mostrato le perizie effettuate dai tecnici che dimostravano che quegli esemplari erano malati. Ovviamente, non si può contestare l’abbattimento nel caso venga addotta una perizia di quel tipo. Né sarebbe stato fattibile impostare una controperizia, perché costoso e poco produttivo. E ci avevano garantito che sarebbe sorta una pista ciclabile: avrebbe dovuto attraversare tutto viale Manzoni. Io non l’ho vista, a distanza di anni, quella pista ciclabile...».
Poltronieri sottolinea poi come il Comune possa «istituire un regolamento per tutelare gli spazi verdi importanti. Può essere realizzato anche su base locale e così si potrebbe mettere un freno alla cementificazione di spazi verdi importanti. Non è fondamentale l’autorizzazione di un ente superiore. In tutto il mondo si sta ragionando di mettere piante, qui a Carpi, invece, le abbattiamo». —
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