Imposte e tasse non pagate per 1,4 milioni: caccia ai furbi
Il Comune sta completando i conteggi dell’evasione per avviare la riscossione Accertato un ammanco di 730mila euro Imu. Sui rifiuti ne mancano 700mila
Oltre 1,4 milioni di tasse e imposte non pagate. È quanto ha accertato il Comune di Serra nell’ambito di un’intensa attività di verifica dei conti ormai alle fasi finali (dunque la cifra potrebbe lievitare ancora di un po’), verificando le posizioni dei contribuenti nei cinque anni addietro, secondo il limite di legge.
È stato tutto vagliato da cima a fondo a seguito del cambio di rotta sancito in fase di riscossione nei mesi scorsi: si è deciso di non affidare più il servizio a una ditta esterna, ma di svolgere tutti gli accertamenti internamente istituendo un nucleo coordinato dalla responsabile del servizio Economico-Finanziario Cristina Montanari e dal consigliere al Bilancio Fabio Caselli.
Sì, perché ora il Comune fa tutto il cerchio dell’operazione: accerta e riscuote direttamente inviando, qualora necessario, ingiunzioni di pagamento che corrispondono al decreto ingiuntivo privato, senza utilizzare Equitalia o altri concessionari minori. Una scelta, quella di procedere alla riscossione coattiva diretta, non così diffusa tra le amministrazioni comunali, ma resa possibile dalla presenza di specifiche competenze interne. Su cui si è deciso di puntare con l’obiettivo di risparmiare i 180mila euro pagati nei cinque anni scorsi agli enti esterni per lo svolgimento del servizio. Ma ne è venuto molto di più, perché oltre al risparmio di spesa dal lavoro dell'ufficio sono emerse cifre di accertamento che hanno più che raddoppiato quelle medie degli anni passati. A luglio è stata accertata un’evasione da 730mila euro per quanto riguarda i pagamenti Imu. La stima iniziale dell’ufficio era di 300mila euro, per questo si è dovuto disporre una variazione di bilancio con un’incremento di 460mila: la bellezza di un +153%. Che non vuole dire ovviamente soldi in cassa, perché dall’accertamento alla riscossione la strada è lunga: «Molti avvisi emessi riguardano imprese in sofferenza – spiega Caselli – per cui non avendo certezza di rientro, dato il momento economico, abbiamo deciso di inserire le cifre nel fondo rischi per spenderle solo quando le avremo incassate».
DALL'IMU ALLA TARI
Ma oltre a questi 730mila, sono stati finora accertati (lo scorrimento alfabetico dei nomi non è ancora terminato) anche altri 700mila euro di evasione sulla Tari, la tassa sui rifiuti. «Sono sofferenze di bilancio ereditate che abbiamo deciso di affrontare in maniera decisa per una fondamentale questione di equità sociale – sottolinea Caselli – perché se pagano tutti, poi si creano le condizioni per abbassare le tasse. L’internalizzazione della riscossione è stata un’operazione importante per migliorare i conti del Comune. Che tra l’altro quest'anno per la prima volta non si è trovato a dover ricorrere all'anticipazione di cassa presso gli istituti di credito, evitando il pagamento degli interessi». —
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