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il senatore di formigine dei 5 stelle 

Lanzi contro Salvini «Timori alle elezioni? La paura l’avete voi»

Saverio Cioce
Lanzi contro Salvini «Timori alle elezioni? La paura l’avete voi»

Messaggio infuriato su Fb: «Voi della Lega siete ingrati Sottovalutate il nostro apporto ma la ruota gira pure per te»  

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Se non è una scomunica poco ci manca. Questa volta il senatore formiginese Gabriele Lanzi, 62 anni, eletto nel collegio di Sassuolo per i 5 Stelle, non usa mediazioni per dire via internet quello che pensa di Salvini, dei diktat della Lega e replica seccamente alle accuse sulla paura delle elezioni da parte degli eletti con Di Maio per timore di perdere seggi e poltrone.

Pan per focaccia insomma, in un periodo in cui le dichiarazione strasbordano mentre i pentastellati approvano con la massima velocità tutto quello che il Carroccio mette sul tavolo, senza tante cerimonie.

«Sono state diffuse le dichiarazioni del segretario Salvini - attacca Lanzi - Il quale, bontà sua, ci fa sapere che non vuole regalare altri mesi di litigi agli italiani! Bene, prendo atto che ha deciso di chiudere la bocca e magari assumere un ruolo maggiormente istituzionale anche fuori dal ministero di cui ha la responsabilità».

«Sappiamo tutti però che non è così - incalza il senatore formiginese - si percepisce che ha voglia di capitalizzare, aprire la crisi, rifuggire dalla riduzione dei parlamentari che necessita dell'ultimo fondamentale passaggio in autunno! Te lo ripeto Salvini, non spaventi nessuno. Tu sei forte con la comunicazione ma non potrà supportarti all'infinito».

Infine Lanzi si toglie qualche sassolino dalla scarpa nel rivendicare merito o rintuzzare le accuse.

«La ruota gira e girerà anche per te - conclude - Mi dispiace per chi fa ancora fatica a comprendere quanto sia stato l'apporto nostro nei provvedimenti che abbiamo approvato e ti accredita meriti che non hai! Quando il popolo verrà chiamato a giudicare prenderemo tutti atto dell'esito e se verrai preferito con ulteriore consenso, il popolo ti terrà. Mio caro, io non vivo con il patema di questa spada di Damocle chiamata ritorno alle urne. Hai veramente stancato. Devo contenermi, in altri contesti avrei detto di peggio ma mi contengo. Tanto si è capito tutto, ma ti mando ad annusare meloni senza indugio!»

Di più il senatore Lanzi non ha voluto dire nè spiegare ai suoi elettori. Dopo l’ennesimo messaggio senza discussione, lanciato dalla sua pagina su Facebook ieri mattina, non c’è stata alcuna volontà di integrare gli slogan con un ragionamento politico sulle prospettive politiche per le scelte sulla viabilità e così via. La sua pagina, sempre quella, è stata arricchita di ulteriori slogan sui più disparati argomenti, sempre di suo pugno, scritti tra il voto sulla mozione Tav, la presenza in aula e gli incontri.

Insomma, politicamente parlando, anche per lui come per tutti gli eletti 5 Stelle, la giornata di ieri è stata campale. Qualche osservatore ha voluto definirla la Caporetto di deputati e senatori di obbedienza grillina. L’opposizione al tracciato piemontese della Val di Susa, dopo più di vent’anni di lotte sociali di metà Piemonte, era stata definita dai 5 Stelle “la madre di tutte le battaglie” come simbolo delle opere pubbliche inutili e aveva permesso di conquistare Torino. Il disco verde sulla Tav di ieri arriva al termine di cambi radicali di impegni elettorali, a ciclo continuo, dall’oleodotto Tap all’Ilva. Prima l’appoggio alle proteste ma in Parlamento tanti voti a favore per le richieste della Lega. —



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