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Pelloni- Fiorentini lite nel Carroccio volano parole grosse

Saverio Cioce
Pelloni- Fiorentini lite nel Carroccio volano parole grosse

Nella sede dell’Unione il consigliere porta bandiera e cero Il sindaco di Vignola, pure leghista, lo incalza ed è il caos

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Volano gli stracci, anzi le bandiere con lo stemma del Carroccio, in casa della Lega.

Ma una volta tanto non si tratta di baruffe tra partiti diversi quanto di un vero e proprio regolamento di conti all’interno del Carroccio, che riguarda da una parte il sindaco di Vignola Simone Pelloni e dall’altra il consigliere di minoranza di Castelvetro, Lorenzo Fiorentini.

Il fatto è che nell’ultima seduta del consiglio dell’Unione Terre di Castelli, di cui il sindaco di Vignola Pelloni è vicepresidente, sono volate parole grosse tra lui e Fiorentini, innescate dai comportamenti polemici di quest’ultimo. Ma soprattutto dalla discussione accesa avuta tra i due compagni di partito alla fine della seduta quando il primo cittadino ha aspramente rimproverato il consigliere.

I fatti. All’inizio della seduta Fiorentini, riferiscono i presenti, si presenta con la bandiera del Carroccio, come ha fatto più volte in consiglio comunale suscitando un vespaio di discussioni, e con un cero. La fiammella, spiega lui stesso ai consiglieri allibiti, è per ricordare i bambini che sono stati vittime dei servizi sociali a Bibbiano, strappati alle famiglie; una vicenda cu cui sta indagando la magistratura.

Bene o male, una parola dopo l’altra, a parte qualche osservazione e qualche punzecchiatura, la seduta consiliare arriva alla fine.

Pelloni incassa l’ironia non velata dei consiglieri Pd e tace, per evitare polemiche.

Alla fine della discussione va da Fiorentini e dice senza giri di parole che cosa pensa della bandiera, della scelta di esporla e gli intima di smetterla con quei comportamenti.

La discussione diventa aspra, collerica. Le parole volano sempre più pesanti e Pelloni censura senza tregua Fiorentini. Quest’ultimo s’inalbera e in pratica gli dice di occuparsi dei fatti suoi e dei fatti di casa sua, per usare un eufemismo. Pelloni non ci sta e gli fa sapere che non permetterà più quei comportamenti in nessuna. C’è chi giura di averlo sentito dire anche che gli avrebbe fatto rimangiare le parole o la Lega avrebbe preso provvedimenti, tenendolo fuori. In ogni caso due sere dopo Fiorentini, in consiglio comunale a Castelvetro, non si è più presentato con la bandiera della Lega sui banchi. —

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