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Soliera. Cordoglio per la tragica scomparsa di Daniele Cippiciani Il figlio «Era il papà migliore del mondo»

Annarita Bova
Soliera. Cordoglio per la tragica scomparsa di Daniele Cippiciani  Il figlio «Era il papà migliore del mondo»

 Cippiciani, 59 anni, stava lavorando a Ostellato impegnato a scaricare una pesa dal camion. E' caduto ha battuto la testa ed è morto  Sequestrati i mezzi

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SOLIERA Tragedia sul lavoro mercoledì mattina  a Ostellato. Daniele Angelo Cippiciani, 59 anni, residente a Soliera, è morto mentre stava scaricando una pesa per camion alla CBO3, davanti agli occhi del collega che stava lavorando con lui.

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L’uomo era uno dei soci della ditta Movitrans e al momento dell’incidente stava lavorando per effettuare una consegna per conto della Coop Bilanciai di Campogalliano quando è scivolato e ha battuto violentemente la testa sull’asfalto, a pochi passi dal collega che ha chiamato subito i soccorsi. Ma il 59enne è morto sul colpo.

Sul posto l’ambulanza e l’automedica. I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri di Portomaggiore e dall’Ispettorato del Lavoro di Ferrara. Il camionista è arrivato a Ostellato ieri mattina presto, assieme a un collega.

Erano stati incaricati dalla Coop Bilanciai di portare il materiale per la realizzazione di una pesa per camion all’interno della CBO3, a pochi passi dalla strada provinciale.

I due avevano appena iniziato a scaricare il materiale, trovando qualche difficoltà a sganciare una delle grosse cinghie usate per mettere in sicurezza il carico. A quanto pare, ma è solo una prima ricostruzione, Cippiciani è salito sulla parte destra del cassone del camion ed ha iniziato a tirare la cinghia facendo leva con tutto il corpo. Per motivi in corso di accertamento, la grossa fascia si è improvvisamente staccata, il 59enne ha cercato un appoggio col piede ma non trovandolo è caduto all’indietro da circa tre metri d’altezza, battendo molto forte la nuca sull’asfalto. Il collega, che si trovata dalla parte opposta del mezzo, ha solo sentito il tonfo e un gemito e quando si è precipitato dall’altra parte del camion, ha trovato Angelo a terra già privo di sensi. Immediata la telefonata al 118, così come l’arrivo dei soccorsi ma il camionista non ha mai ripreso conoscenza e sarebbe morto sul colpo. Sconvolto il collega che per tutto il tempo gli è rimasto vicino, non riuscendo a trattenere un pianto disperato.

Cippiciani, che lasciala famiglia nella disperazione, era un lavoratore molto esperto, aveva fatto quelle manovre decine e decine di volte senza mai lasciare nulla al caso. Forse la cinghia inceppata, forse una distrazione, fatto sta che non ha avuto nemmeno il tempo realizzare cosa stesse accadendo e di evitare la caduta fatale.

Il camion della Movitrans, di cui Cippiciani è socio, è stato sottoposto a sequestro così come il materiale trasportato sullo stesso camion, le cinghie ed ogni singolo elemento che può essere utile per ricostruire l’esatta dinamica. Non dovrebbe essere sequestrata l’area di proprietà CBO3. Sul posto oltre alla forze dell’ordine e agli ispettori del lavoro sono arrivati anche i vertici dell’impianto di Ostellato e alcuni operai che hanno espresso solidarietà al collega che ha vissuto la tragedia della morte dell’amico.

La salma è stata portata a Ferrara a disposizione dell’autorità giudiziaria e nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima. Una volta eseguita, la salma sarà restituita alla famiglia.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA. "HO PERSO IL PAPA' MIGLIORE DEL MONDO"

«Mio padre era la persona più buona del mondo. Non riesco ancora a capacitarmi della tragedia che è successa». A parlare è Emiliano Cippiciani, 23 anni, figlio di Daniele, che ha perso la vita ieri mattina nel Ferrarese. Emiliano è stato avvisato dal presidente della Movitrans della tragedia. «Mi hanno raccontato che era sul quarto pannello della bilancia che avrebbe dovuto montare. Stava per agganciare il pannello, quando ha messo male il piede ed è scivolato, perdendo la vita».

Emiliano e il padre vivevano insieme, in un’abitazione di via Ragazzi del ’99, a Limidi. «Abitavamo insieme, oltre a convididere numerose cose - prosegue il figlio - Lui era autotrasportatore dal 1982. Il suo lavoro era anche una delle sue grandi passioni. Aveva molta esperienza e prestava sempre attenzione in quello che faceva. Per questo non riesco a credere al la tragedia avvenuta ieri. Il camion, un Mercedes Actros, era il suo secondo figlio. Lo curava tantissimo. Al primo posto, però, per lui veniva la famiglia. Poi arrivava tutto il resto. Ci amava moltissimo. Nel tempo libero amava rimanere a casa a guardare la televisione, in assoluta tranquillità. Ho saputo di quanto era avvenuto da Marco Arletti, presidente della Movitrans, che mi ha comunicato la più terribile delle notizie. Quella che non avrei mai voluto ascoltare».

Daniele, oltre al figlio, lascia due fratelli, Giampiero e Claudio.

 

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