Truffa del gas, decine di raggiri: 800 euro per un finto controllo
Boom di segnalazioni a Federconsumatori per un’azienda che ricorda Meta Govoni: «Consigliamo agli anziani di non aprire la porta. Ma è una sconfitta»
Magari funziona davvero, illuminandosi quando in casa c’è un pericolo. Il problema è che la macchinetta - tre spie pronte ad accendersi e due tasti per le impostazioni - ha un valore commerciale di una ventina di euro, e diversi modenesi che non la volevano nemmeno l’hanno acquistata per 400 o addirittura per 800 euro, se comprata insieme al “fratello” che rileva la presenza di monossido di carbonio. Nuove truffe legate ai rilevatori del gas in città, con due signore modenesi (ma i casi sono molti di più, tanto che ieri sera sono arrivate altre segnalazioni) costrette a sborsare complessivamente 1200 euro per tre dispositivi che rilevano la presenza di metano e di monossido. A segnalare i casi, come avvenuto venti giorni fa, è Federconsumatori Modena, che con l’estate ha visto aumentare notevolmente l’afflusso nella sede di via Mar Ionio e le chiamate allo sportello “Sos truffa”. Gli ultimi episodi sono avvenuti in città tra martedì pomeriggio e ieri: in un caso, la persona truffata è una modenese di 58 anni, che poco dopo pranzo ha sentito suonare il campanello. «Era un ragazzo con un cartellino della “Meta gas” - spiega la signora - che ha detto di essere passato per la lettura del contatore. Una volta entrato, però, senza chiedere nulla ha installato un rilevatore di gas, spiegandomi che si tratta di una misura obbligatoria per legge, installando poi anche un secondo apparecchio in corridoio». Due macchinette per cui l’operatore ha chiesto 798 euro alla signora, rilasciando una fattura che reca effettivamente l’intestazione “Meta gas”, azienda del bresciano che anche in altre province, dalla Lombardia al Friuli, è stata accusata di truffe come quelle messe a segno a Modena. Metodi simili a quelli utilizzati ieri mattina, quando l’operatore si è presentato alla porta di una modenese di 85 anni, convincendola ad acquistare il rilevatore (per 399 euro) dopo averla spaventata, facendole notare che senza l’apparecchio la sua vita e quella dei familiari sarebbe stata in pericolo. E se le forze dell’ordine, contattate dalle signore, hanno risposto che la sottoscrizione è regolare, Federconsumatori ricorda «che si tratta di truffe - spiega il presidente Marzio Govoni - e non vendite commerciali. In altre province questi truffatori sono stati denunciati e arrestati, ma evidentemente a Modena hanno trovato una nicchia di tranquillità». Di conseguenza, l’appello è semplice: «Invitiamo tutti - incalza Govoni - e in particolare gli anziani soli in casa, a non aprire la porta. Non c’è alcun obbligo, mentre se sarete truffati sarà difficile recuperare quanto estorto. Non siate curiosi di sapere cosa vuole quel signore col cartellino bene in vista, perché potreste pentirvene. Sia chiaro, non aprire la porta è una autodifesa, ma anche un’ammissione di sconfitta: quella di una comunità che evidentemente non ha tempo di occuparsi dei raggiri operati ai danni di anziani e persone deboli». —
L.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
