Banda dello spray. Nuove perquisizioni nei paesi Si cerca un altro giovane
Si tratta di attività investigative disposte dai pm di Ancona titolari dell’inchiesta sulla banda dello spray modenese e la strage al club Lanterna Azzurra di Corinaldo. In particolare, i militari stanno cercando luoghi che fossero disponibili o accessibili ai sei giovani della “gang dello spray”.
CASTELFRANCO Alcune perquisizioni e una serie di controlli sono appena stati compiuti dai carabinieri in totale segreto d’indagine a Castelfranco e in altri paesi modenesi. Si tratta di attività investigative disposte dai pm di Ancona titolari dell’inchiesta sulla banda dello spray modenese e la strage al club Lanterna Azzurra di Corinaldo. In particolare, i militari stanno cercando luoghi che fossero disponibili o accessibili ai sei giovani della “gang dello spray”. Cercano reperti utili alle indagini se non vere e proprie prove sui 77 colpi emersi strada facendo durante le indagini. I militari hanno così bussato, muniti di mandato del giudice, alle case di amici e parenti degli indagati ora in carcere. Non si conosce l’esito di questi nuovi accertamenti.
Proseguono anche le indagini sui sei indagati modenesi che gravitavano attorno alla banda. Si sa che i carabinieri hanno cercato un altro giovane. Probabilmente si tratta di uno dei presunti complici della banda capeggiata da Ugo Di Puorto.
In ogni caso, non erano previsti nuovi arresti.
Questo per quanto riguarda Modena e provincia. Proseguono intanto le indagini locali sulle 77 presunte rapine.
Si deve accertare innanzitutto se sono avvenute, perché la lista è formata in base a intercettazioni che non possono dire se effettivamente, una volta entrata nel locale, i giovani delle due gang abbiano strappato catene o altri gioielli in occasione di uno o un altro concerto rap o trap in corso.
In alcuni casi è emerso che rapine ne sono avvenute, ma per la stragrande maggioranza dei casi elencati in lista è presto per valutazione la veridicità. Quanto all’attività difensiva, oggi si potrebbe tenere un primo incontro alla Procura di Ancona con uno degli arrestati in vista di un interrogatorio, dopo i silenzi di tutti e sei gli arrestati davanti ai gip delegati.
Gli altri tre avvocati non hanno ancora ricevuto segnali dalla Procura di Ancona alle loro richieste di incontri inviate tramite una Pec (quindi con procedura del tutto ortodossa). Infine, il Riesame: si avvicina la scadenza per il ricorso al Tribunale della Libertà ma è probabile che non tutti gli indagati presentino istanza. Le accuse sono molto intricate e poco chiare. —
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