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Bellentani, il presidio continua alla Dpl e scattata l’ispezione

Saverio Cioce
Bellentani, il presidio continua alla Dpl e scattata l’ispezione

I dipendenti della ditta in sciopero ieri sostituiti da colleghi Lunedì incontro in Prefettura. Settimo appalto in due anni

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. Era partito come un presidio davanti alla Bellentani ma ben presto, visto che la situazione si stava riscaldando, una delegazione dei lavoratori guidata dalla Cgil ha continuato la protesta a Modena, presso la Direzione Provinciale del Lavoro (Dpl), in piazza Cittadella a Modena.

La ragione? La sostituzione di lavoratori in sciopero.

Secondo la denuncia fatta dalla Flai Cgil, alcuni lavoratori che fanno capo alla Bellentani, ovvero assunti direttamente, sono stati chiamati a svolgere le stesse mansioni di quelli della ditta che svolge le pulizie, in sciopero da cinque giorni.

Le 19 dipendenti in questione, tutte donne, sono assunte dall’azienda che ha in appalto le pulizie industriali e la sanificazione all’interno dell’azienda, nei due reparti di produzione e confezionamento. E ora, di fronte all’ennesimo cambio di appalto in arrivo, l’azienda ha chiesto alle dipendenti di ridursi lo stipendio di un terzo se vogliono restare a lavorare per la Bellentani.

«In caso di rifiuto - denuncia la Cgil - è stato fatto capire che avrebbero lasciato il posto perchè la nuova società avrebbe avuto comunque il proprio personale per le stesse funzioni».

Il risultato? La minaccia neanche tanto velata di un licenziamento in caso di rifiuto di un salario molto più basso, ha fatto scattare uno sciopero che dura da martedì e che continuerà sino a dopodomani. Lunedì mattina infatti ci sarà l’incontro di mediazione in Prefettura con le parti interessate; attorno al tavolo oltre al Prefetto o a un suo delegato ci saranno i rappresentanti di Cgil e Si Cobas oltre che quelli delle aziende coinvolte.

In ogni caso le segnalazioni fatte partire già da giovedì dalla Flai Cgil un risultato lo hanno ottenuto. Ieri mattina, una volta arrivati presso la sede della Dpl, i delegati hanno scoperto che era già partita un’ispezione su quanto denunciato.

Ora bisognerà vedere quale sarà la versione della Bellentani e che cosa hanno scoperto gli ispettori. Tempi non brevi comunque per definire questo aspetto legale della gestione del personale anche se qualcuno tira in ballo la violazione dello Statuto dei Lavoratori.

«Per il reparto delle pulizie, che è fondamentale, siamo al settimo appalto in due anni - spiega Diego Bernardini, funzionario di zona della Flai Cgil - Dunque non va bene nessuno? Le ultime aziende chiamate a gestire questo ramo sono rimaste da tre a cinque mesi: è mai possibile una gestione del genere? In una ditta come la Bellentani con 97 assunti e altri 150 gestiti da altre società per gestire la produzione? Da tempo denunciamo il fatto che gli assunti diretti dalla Bellentani SpA quando vanno in pensione non vengono più sostituiti. Il modello che viene perseguito è quello di appaltare tutto all’esterno? Bene, noi crediamo che, com’è avvenuto per Italpizza, la strada sia quella di riportare all’interno tutti gli assunti, sotto un’unica ditta. Poi si può discutere sui tempi, sul come e quanto, ma la strada maestra è quella. La girandola di appalti, operai fatti assumere da aziende esterne con il gioco degli appalti, sono controproducenti». —



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