Cantina Carpi e Sorbara al vertice nazionale per il boom di fatturato
Il più 19,66% del 2018 ha proiettato l’azienda vitivinicola al quinto posto Carlo Piccinini: «Una vendemmia fortunata ma dobbiamo crescere ancora»
Il Corriere della Sera ha di recente pubblicato la graduatoria delle maggiori aziende vitivinicole d’Italia e la Top Ten assoluta è guidata da Cantine Riunite & Civ, realtà reggiana ma in buona misura anche modenese.
E nelle sei classifiche speciali uno spazio importante se lo è ritagliato anche la Cantina di Carpi e Sorbara, al quinto posto nazionale fra i cosiddetti “Sprinter del fatturato”, le aziende che nel 2018 hanno realizzato una performance significativa per incremento di ricavi sull’anno precedente: al vertice c’è la Cantina di Rauscedo (Pordenone) con +48,73% di fatturato, ma anche con qualche problema giudiziario nei mesi scorsi, mentre la quinta piazza è di Cantina Carpi e Sorbara che ha segnato un più 19,66% «frutto di una vendemmia 2017 per noi fortunata a differenza di tante altre realtà produttive». Le parole di commento sono di Carlo Piccinini, 46enne vicepresidente della Cantina, imprenditore dinamico ed entusiasta del proprio lavoro, trascinatore dell’azienda nella sua crescita costante degli ultimi anni e fra i principali ispiratori della fusione che sette anni fa ha unito due importanti realtà storiche della produzione vitivinicola modenese: «Nel 2012 mi sono impegnato con convinzione per dare corpo a questa scelta che si sta rivelando vincente. Unendo i due fatturati in quell’anno si arrivava a 20 milioni di euro, ora siamo a 30 milioni e dobbiamo crescere ancora», dice Piccinini.
Due nomi storici: la Cantina di Carpi è stata fondata nel 1903 ed è stato un esempio pionieristico di cooperazione sociale, la Cantina di Sorbara è nata nel 1923 e si fregia del nome che per eccellenza identifica il Lambrusco Doc. Assieme hanno dato vita a una grande cooperativa che comprende oltre mille soci produttori in un’area vasta della Bassa modenese, reggiana, mantovana e bolognese. Ognuno di questi territori è caratterizzato dalla produzione legata a un vigneto: Carpi per il Lambrusco Salamino Doc, Sorbara per il Lambrusco di Sorbara Doc, Concordia e Poggio Rusco per il Grappello Ruberti, Rio Saliceto per l’Ancellotta e Valsamoggia per il Grechetto bianco.
«Se devo riassumere quelle che sono le nostre principali caratteristiche o, se vogliamo, pregi - dice Piccinini - si va dalla nostra capacità di investire molto per crescere alla qualità di un prodotto che da tempo è destinato a una fascia medio alta di consumatori per finire con la composizione della nostra struttura: oltre un migliaio di piccoli produttori, la media è di 2,4 ettari di vigneti per ciascun socio, e il Cda è composto da soli produttori, me compreso».
«Riguardo gli investimenti - continua Piccinini - ricordo che già al momento della fusione abbiamo destinato fra i 5 e i 6 milioni alla ristrutturazione della struttura di Sorbara e nonostante il sisma nel 2012 abbia subito determinato l’inadeguatezza del progetto su cui stavamo lavorando, superato dai tempi e dalle nuove leggi. Abbiamo optato per un recupero conservativo che ci consente di mantenere le caratteristiche suggestive della sede storica, anche se ovviamente sarebbe stato molto più conveniente abbattere tutto e ricostruire».
Carlo Piccinini è inevitabilmente sempre in giro per il mondo perchè il Lambrusco è, dopo il Prosecco, il vino italiano più esportato e vanta il primato assoluto a livello di Grande distribuzione organizzata, dove è il più venduto: «Il nostro vantaggio - spieha l’imprenditore - è che l’approccio a nuovi mercati, o mercati emergenti, per noi è facilitato dal fatto che il Lambrusco è subito apprezzato, non ha difficoltà a imporsi laddove i vini non sono ancora una realtà consolidata. E questo anche se è ormai ampiamente superata la nostra vecchia fama di vino di livello modesto: ripeto che il nostro mercato è comunque di fascia medio alta perché la qualità del Made in Italy è sempre più apprezzata dovunque. Il nostro primo mercato è il Messico, seguito dagli Stati Uniti e dal Giappone, ma siamo in crescita notevole in Russia e Canada». —
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