Gazzetta di Modena

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IL SINDACATO CISL 

«Rider, bene le tutele ma ora è necessario il contratto nazionale»

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Il sindacato Cisl Emilia Romagna ha diffuso ieri una nota in cui interviene sul provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri sui lavoratori denominati “riders”, che si occupano della consegna a domicilio di pasti.

«Si tratta delle prime tutele normative e salariali per i rider, che le attendevano da mesi - commenta Salvatore Corbisiero, segretario territoriale Fit Cisl Emilia-Romagna - La Cisl si è battuta con la convinzione che per dare risposte adeguate alle esigenze dei rider è necessario percorrere la via della contrattazione collettiva. Nonostante il decreto, non siamo ancora completamente soddisfatti. Quello dei rider è un settore talmente frammentato che non si sa nemmeno quanti siano esattamente in Italia: c’è chi dice 10mila, chi 20mila». Il decreto recupera una proposta, già avanzata nei mesi scorsi, che è stata ampliata anche alla disoccupazione: basterà una mensilità di contribuzione nell’ultimo anno, anziché le attuali tre, per beneficiare della cosiddetta dis-coll (l’ammortizzatore per i collaboratori coordinati e continuativi), della maternità, congedi parentali, indennità di malattia e ricovero ospedaliero.

«Apprezziamo l’idea di aumentare l’indennità al 100%, producendo un incremento anche di quella per malattia - continua Corbisiero - Però i rider continuano a non essere coperti. Sono una marginalità che è divenuta simbolo, ma la loro condizione generale non è mutata, perché sono trattati alla stregua di disoccupati, inoccupati, emarginati. Ribadiamo che i rider hanno bisogno di contratti nazionali». —

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