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strage di corinaldo 

Collane acquistate: sottoposto a indagini un terzo “compro oro”

Collane acquistate: sottoposto a indagini un terzo “compro oro”

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Gang dello spray: salgono a tre i negozianti di “compro oro” sottoposti a indagini. Oltre ad Andrea Balugani, il 65enne di Castelfranco, agli arresti con l’accusa di ricettazione ma anche di associazione per delinquere, e oltre a quello di Modena, tra i sei indagati “minori” dell’inchiesta della Procura di Ancona, ora si aggiunge un terzo modenese commerciante d’oro perquisito dai carabinieri del Comando di Modena.

Tra i numerosi controlli compiuti in questi giorni, i militari sono andati anche in quel negozio e hanno controllato le schede sulle quali per obbligo di legge il negoziante deve segnare le generalità del venditore privato e allegare anche una foto dell’oggetto venduto. In questo caso, come nelle precedenti rivendite di “compro oro”, i carabinieri stanno svolgendo verifiche sule identità di chi ha venduto alcune collane d’oro che potrebbero rientrare tra la refurtiva della gang che colpiva nelle discoteche e nei festival rap e trap del Nord e Centro Italia.

La conclusione è invece vicina per le indagini sul primo minore sospettato di aver spruzzato lo spray alla Lanterna Azzurra, ormai fuori dalla cerchia degli indagati. «Stiamo aspettando la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Ancona, ma siamo contenti che la verità stia emergendo», ha dichiarato l’avvocato Martina Zambelli, che difende il diciassettenne. «Ha passato un periodo lungo e doloroso - ha spiegato il legale - ma lui quella sera era a Senigallia con alcuni amici e non a Corinaldo: siamo sempre stati certi della sua innocenza». Zambelli riconosce che la procura di Ancona «ha lavorato bene» e ora si aspetta che «gli atti di indagine vengano desecretati». Il ragazzo, minorenne all’epoca dei fatti, fu oggetto di minacce sui social e, per questa ragione, trasferito in tutta fretta in una località protetta. Ora denuncerà che lo ha diffamato. Il capo della Procura di Ancona, Monica Garulli, ha spiegato che «non sono emersi rapporti» tra il giovanissimo indagato e i sei della gang modenese. —

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