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La rabbia del sacrestano: «Il Duomo trattato da cestino E io non posso dire nulla»

Gabriele Farina

Un sabato nel cuore del centro percorrendo il perimetro della cattedrale C’è preoccupazione per l’assenza di una vigilanza costante sulla chiesa 

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tra la gente

Gabriele Farina

«Una lotta continua». Il degrado ha l’odore della birra, il colore delle macchie di sporco, il sapore dell’amarezza. Fuori e dentro la cattedrale.

È difficile proteggere il Duomo come merita un patrimonio dell’umanità. Le tracce che lo minacciano hanno diversi autori.

È come se diverse mani rigassero con mani e piedi sporchi l’Ultima cena di Leonardo. Scoppierebbe a ragione un caso internazionale perché l’opera del genio da Vinci è tra i 55 luoghi italiani classificati dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Lo stesso vale per la Cattedrale, la Ghirlandina e piazza Grande. È così dal 1997, ma la storia degli ultimi 22 anni mostra che le violazioni non sono una novità.

Un sopralluogo in un afoso sabato d’estate lo conferma. Accedendo da piazza Grande nel pomeriggio di ieri si notava un genitore avvicinarsi con il figlio in braccio ad accarezzare il leone di fianco alla Porta dei Principi. Il regolamento comunale del sito Unesco prevede che soltanto gli under 10 possono sedersi a cavalcioni.

Tutto intorno lo scalino perimetrale attorno al duomo è una panchina invitante, soprattutto per i turisti e i ragazzi. ma se ci si limita a sedersi in modo composto nessun problema. Il guaio è che spesso si va ben oltre come ci raccontano in piazza.

«Qui bisogna sempre lottare – è la testimonianza di Ardian Kodra, uno dei sacrestani del duomo – e mi dà molto fastidio il fatto che non posso neanche dire niente».

Kodra ha vissuto sulla propria pelle minacce e ha corredato le parole con le immagini.

La mancanza di rispetto per il duomo è purtroppo diffusa. Segni di cibo, residui di bottiglie di birra e altri liquidi, segni di sporco difficili da rimuovere. «Ieri ho persino trovato brillantini nell’acquasantiera – ha proseguito il sagrestano – e ho dovuto lavare tutte le vasche».

La birra segnalata in piazza Grande è “bilanciata” dalla lattina di una bevanda energetica abbandonata nella parallela via Lanfranco. Era appoggiata sul basamento del lato nord, in cui non è possibile sedersi… almeno in teoria. Una madre con due bambini e quattro turisti rappresentavano la regola (sbagliata) più che l’eccezione (di rispetto della norma).

«I fregi ad altezza uomo sono spesso toccati – ha garantito Cleonice Bortolotti presso il Museo del Duomo – e si stanno man mano rovinando. I migliori restano quelli in alto, su cui non possono mettere le mani».

«Ci sono parecchi comportamenti da correggere – ha fatto eco Carmen Saba – come le bottiglie abbandonate. I bambini si mettono a cavalcioni sui leoni, ma a volte sono anche ragazzi a farlo. Poi vanno considerate le reazioni dei genitori: dicono d’insegnare l’educazione ai figli e quasi s’indispettiscono quando qualcuno li richiama. Hanno come un istinto di protezione per i figli che vale sempre e comunque».

Entrambe vorrebbero più rispetto per il luogo. «I monumenti modenesi andrebbero preservati», ha ribadito Matteo Pietrosemoli.

Il giovane ha più volte notato comportamenti fuori dalle righe sia in piazza Grande sia in piazza Roma, dove non è raro che le persone si appoggino alla base del monumento a Ciro Menotti.

«È vero e non ho mai visto fare una multa – ha confermato Federica Manfredini – anzi di vigili se ne vedono pochi in giro». —

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