Scuola, i disabili a quota 130 servono fondi per gli insegnanti
Aumentano i casi di alunni difficili o con gravi problemi di apprendimento Scintille tra Savigni del Pd e l’assessore Ruini che assicura: «Ci pensiamo noi»
Botta e risposta tra l’assessore alla pubblica istruzione Corrado Ruini e Maria Savigni, consigliere Pd.
Nodo della discussione, portata proprio da Savigni in un’interrogazione, il ruolo del Personale Educativo Assistenziale. Il punto di partenza è stata la considerazione dell’aumento degli alunni con disabilità, con certificazioni salite, dal 2014 ad oggi, dal 10 al 12%. Lo scorso anno scolastico, a Sassuolo, 5 bambini con disabilità erano iscritti ai nidi, 26 alle scuole dell’infanzia, 47 alle elementari, 26 alle medie, 36 alle superiori e 5 alle scuole paritarie. In totale 130 casi e gli operatori dovrebbero seguire un solo alunno o due nei casi meno gravi. Però, come riferito da Savigni, la cifra per gli insegnanti di sostegno stanziata da Roma riguarda solo l’anno corrente e non il triennio, come in passato. E l’anno scorso una parte degli insegnanti di sostegno sono stati assegnati solo a inizio anno.
«In questa situazione – ha concluso Savigni – è l’ente locale che con le sue risorse deve fornire un numero adeguato di Pea per garantire, come è successo lo scorso anno, un avvio regolare dell’anno scolastico per i bambini e i ragazzi con disabilità. A Sassuolo esiste già un piano per garantire queste risorse e c’è la volontà di ricorrere alle sedi opportune per ottenere il ripristino degli stanziamenti per le spese del personale?».
«Innanzitutto – ha cominciato l’assessore – ringrazio il consigliere Savigni per quanto fatto lo scorso anno. Noi cercheremo di fare altrettanto, tentando di sopperire a livello locale alle lacune del governo centrale. Capisco le sue preoccupazioni, ma mi sembrano eccessive. Si pone in dubbio qualcosa di ovvio come l’espletamento di una funzione basilare per garantire un legittimo diritto del cittadino».
Ruini ha poi sottolineato una questione nazionale, sottolineando che la riduzione della spesa della scuola riguarda soprattutto gli stipendi dei docenti precari, che non ci sono solo perché non sono stati contabilizzati.
«Dire che il governo non li assegnerà, – ha concluso Ruini – sarebbe una fake news».
Una risposta che non ha completamente soddisfatto Savigni. «Le cose di cui lei parla – ha replicato – le mastico da diversi anni e non mi informo su Facebook, ma su riviste e siti specializzati. Io non ho mai parlato di tagli, ma di mancati stanziamenti sul triennio; stanziamenti che fino al 2017 venivano fatti perché, nonostante siano insegnanti precari, il numero delle disabilità è in crescita e quindi sono soldi che verranno spesi. Colgo la volontà di fornire tutto il supporto necessario ai ragazzi del nostro territorio comunale che hanno bisogno di questa assistenza per frequentare, ma sono perplessa rispetto a questa coda polemica poiché sono state stravolte le parole che ho usato. Mi chiedo perché ,visto che sono spese certe, il ministero non le abbia già previste». —
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