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Bellentani, a Vignola rientrati i licenziamenti minacciati dalla ditta Incentivi a chi va via

Saverio Cioce
Bellentani, a Vignola rientrati i licenziamenti minacciati dalla ditta Incentivi a chi va via

Manteranno il posto anche con la nuova ditta 7 donne su 19 Vecchie assunzioni? 15 mila euro a chi si licenzierà

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VIGNOLA. Una riunione di quattro ore in Prefettura ieri mattina a Modena ha messo fine a una settimana filata di sciopero alla Bellentani.

Lo stabilimento di Vignola e il relativo marchio sono da tempo di proprietà della Citterio, il gigante lombardo dei salumi. E proprio da Milano sono arrivati i due rappresentanti dell’azienda che davanti ai rappresentanti locali del governo hanno discusso con le organizzazioni sindacali alla presenza tra l’altro dell’Ispettorato del Lavoro (Dpl) che dal canto suo ha mandato i propri funzionari a Vignola per controllare le irregolarità denunciate. Al tavolo c’era in prima fila la Flai Cgil, che dal primo momento ha sposato la causa delle 19 lavoratrici sull’orlo del licenziamento. A tutte loro la Bellentani aveva fatto una proposta indecente, come l’hanno definita le dirette interessate, ovvero il taglio secco dello stipendio per restare nello stesso ruolo alle pulizie dei reparti con la nuova ditta che avrebbe avuto l’appalto.

IL TAVOLO  IN PREFETTURA Di qui il blocco con scioperi che hanno buona parte dei 150 dipendenti. Cos’ha messo sul tavolo la Citterio?

Al tavolo della Prefettura è stato raggiunto un accordo per passare alla trattativa da settembre e interrompere gli scioperi.

Dalle borse che si sono portati dietro da Milano, l’avvocato Casiraghi e il ragioniere Donati, hanno tirato fuori proposte concrete sul futuro delle addette alle pulizie. Il primo passo in avanti riguarda i ventilati licenziamenti: marcia indietro. Ma al tempo stesso è stata mantenuta la posizione di principio, ovvero quella che vede nell’immediato futuro l’ appalto a una ditta esterna dei lavori di pulizia e sanificazione.

Detto questo 7 dipendenti resteranno al loro posto con la prossima ditta in appalto, perchè erano già state assunte a tempo indeterminato. Il passaggio è questione di settimane, con lo stesso stipendio. Al tempo stesso si favorirà il passaggio ad altri reparti, sempre tra le prime 7, se lo vorranno. E tra loro, chi sceglierà di uscire dall’azienda, avrà in regalo un incentivo di 15 mila euro. Resta però il buco nero per le altre 17 colleghe, assunte con contratti a termine che scadono a fine mese. Che cosa farà la nuova ditta che subentra?

LE TRATTATIVE Entrambe le parti in causa si sono trovate quasi a metà strada, anche se dopo una settimana di scioperi, la cui alta adesione è dovuto anche al caotico avvicendarsi di nuove ditte, una ogni tre mesi per gestire i dipendenti in appalto. Non si sa se la ricerca del 30% in meno richiesto alle 19 dipendenti equivaleva al premio di produzione per qualche vertice o se, come spesso accade, era solo una questione di principio. Fatto sta che la pregiudiziale è stata tolta dal tavolo. E la produzione è ripartita a pieno regime.

Resta da affrontare il nodo principale, quello degli appalti di interi cicli di produzione a personale esterno che lavora sulle stesse linee di produzione dove sono occupati gli altri dipendenti assunti direttamente dalla Bellentani. «È una situazione insostenibile, che ha fatto il suo tempo - dice conciliante Diego Bernardini, della Flai Cgil - Chiediamo di riportare all’interno della ditta tutti i lavoratori. Ci ritroveremo a discutere il 2 settembre e sino al 3 ottobre. Cercheremo di risolvere il problema insieme». —


 

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