Gazzetta di Modena

Modena

depositate le motivazioni del rito abbreviato 

«Gli affari post terremoto della ’ndrangheta emiliana»

«Gli affari post terremoto della ’ndrangheta emiliana»

Nuova sentenza: la Corte spiega le maxi condanne per associazione mafiosa a Bolognino e agli altri capi della cosca che si era infiltrata nella ricostruzione

3 MINUTI DI LETTURA





È stata depositata anche la seconda sentenza del maxi processo Aemilia, quella contenente le motivazioni relative al rito abbreviato riguardante 24 imputati accusati di associazione mafiosa. Tutti condannati con pene comprese fra una forbice di 4 anni e 8 mesi sino a 17 anni e 4 mesi di reclusione. Sentenza che anche stavolta coinvolge la Bassa, ad esempio per gli anni di reclusione inflitti a Michele Bolognino, il boss che procurava carpientieri alla Bianchini di San Felice per i cantieri delle opere pubbliche post-sisma. Ma c’erano anche i cantieri aperti dai fratelli Sarcone nel post sisma.

Tutti poi ricorderanno Gaetano Blasco, l’uomo che rideva al telefono dopo il sisma, chiamava in causa un geometra di San Felice e si predisponeva ad organizzare il clan per entrare nella ricostruzione.

Mastodontica anche questa sentenza: oltre 5mila pagine più gli allegati, 42 capitoli. «L’organizzazione ’ndranghetista emiliana ha praticato e in grande stile i tradizionali delitti predatori con annesse attività predatorie (estorsioni, truffe, usura, furti, rapine, appropriazioni indebite, spoliazioni di imprese insolventi) ma è stata anche operativa nell’economia della regione in una pluralità di settori economici oltre ai tradizionali settori dell’edilizia, appalti, trasporti, movimenti terra e annessi», confermano i tre giudici della corte, presieduta dal modenese Caruso. La sentenza richiama l’ampliarsi delle attività illecite a sale gioco, ristorazione, bar, commercio di auto e impianti. «Gli anni di metodico controllo delle opportunità per affari illeciti dei personaggi al vertice dell’associazione in Emilia e le confessioni dei collaboratori hanno permesso di accertare che quest’organizzazione si è impegnata in “grandi affari” su tutto il territorio nazionale, allargandosi in settori economici diversi, volti alla circolazione e alla moltiplicazione di guadagni attraverso l’uso di imprese formalmente legali, sostenute da quelle leve finanziarie rappresentate dalle liquidità prodotte dal sistema delle false fatturazioni e dall’evasione fiscale, costituite da singoli e rete di imprese. In più le leve della corruzione pubblica e privata ha aperto fronti di ogni genere».

Spazio anche per la sottovalutazione del radicamento mafioso che come sappiamo ha più volte sfiorato e infiltrato la politica e istituzioni, anche modenesi: «Le decine di interdittive e misure antimafia emesse dal prefetto De Miro nei confronti di imprese e società appartenenti a personaggi interni alla consorteria ma anche nei confronti di insospettabili, dimostrano il ritardo e la pervasiva presenza dell’organizzazione nel contesto economico del territorio».

Con il deposito delle motivazioni delle due sentenze – quella di rito ordinario da 3.168 pagine e quella di rito abbreviato da 5.288 pagine – ed esaurite le notifiche a tutte le parti coinvolte, è scattata la lotta contro il tempo per i ricorsi in Appello. La legge prevede 45 giorni dal momento della ricezione dell’avviso di deposito delle motivazioni, in questo caso con l’esclusione nel calcolo dei 31 giorni del mese d’agosto.

Quindi è prevedibile che per il rito ordinario le impugnazioni dovranno pervenire fra la fine di settembre ed i primi di ottobre, mentre per il rito abbreviato non si dovrebbe andare oltre alla metà di ottobre. Operazione complessa, trattandosi di 148 imputati e di 120 condanne, 23 assoluzioni e 5 posizioni finite in prescrizione. Complessivamente la Corte ha emesso condanne per 1.223 anni di carcere (898 anni relativi al rito ordinario e 325 anni al giudizio abbreviato).

Nella Bassa, un ruolo importante spetta anche ai Comuni, che si erano costituiti parte civile. Spazi per un ricorso in appello - ad esempio sulla vicenda amianto - o per resistere agli appelli ce ne sono.

Si tratta solo di vedere se c’è la volontà. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google