La Ferrari si ricompra le azioni già spesi 150 milioni, pronto il bis
L’obiettivo della società è un “buy back” di titoli propri per 1,5 miliardi da concludere nel 2022
Tecnicamente si chiama “buy back”. Per chi non è esperto di finanza molto più semplicemente significa ricomprarsi le azioni emesse. Che in questo caso galoppano in tutti i sensi (dall’emissione di 40 euro siamo passati a 150) e non solo perché sono quelle del Cavallino Rampante...
La Ferrari ha deciso di riacquistare sul mercato del Nyse di Wall Street la bella cifra di azioni proprie per un controvalore di 1,5 miliardi di euro. Non in un colpo solo, ma in diverse tranche, diverse operazioni per un piano che dovrebbe essere completato entro il 2022. Due le fasi dell’operazione. La prima per un importo di 100 milioni ha visto la Ferrari stipulare un contratto con un’istituzione finanziaria per operazioni di trading di acquisto. La seconda ha previsto un ulteriore mandato ad una banca per trading fino ad un massimo di 50 milioni da eseguire sul Nyse. E tempistiche, numero e valore delle azioni ordinarie riacquistate dipendono da diversi fattori, ad iniziare dalle condizioni di mercato.
Sulla scorta di questa decisione presa dal cda del Cavallino alla fine dello scorso anno, Ferrari ha già riportato nel proprio portafoglio, con due diverse operazioni di trading, 54.937 azioni per un controvalore complessivo di 150 milioni di euro. Il prezzo medio delle operazioni è stato di 141,6 euro. Dall’annuncio del programma di acquisto di azioni proprie il corrispettivo totale di azioni detenute dalla casa automobilistica è ora salito a 6.994.142 e a fine giugno la società deteneva il 2,72% del capitale sociale totale emesso includendo le azioni ordinarie e le azioni speciali e al netto delle azioni assegnate ai sensi del piano di incentivazione azionaria.
Questo, come detto, è però solo un primo step dell’operazione di buy back varato dal vertice di Maranello, presieduto da John Elkann. La società, infatti, intende proseguire nel programma pluriennale di acquisto di titoli propri con una seconda tranche, che avrà un controvalore pari a 200 milioni di euro. Anche in questo caso il trading avverrà in diverse periodi in base alle condizioni di mercato e terminerà il prossimo 27 dicembre.
Le modalità sono le seguenti: 150 milioni da eseguire sul mercato Mta con un contratto non discrezionale mediante l’intervento di una prima istituzione finanziaria che farà da tramite e altri 50 milioni da investire sul listino newyorkese di Wall Street, mediante un ulteriore mandato sempre con un altro partner finanziario. —
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