Nel comando dei vigili tra soffitti pericolanti e famiglie senza casa
Tre mesi dopo l’incendio notturno e la morte di due persone Quasi 20mila euro per mettere in sicurezza gli uffici bruciati
MIRANDOLA. Tutto è rimasto pressoché immutato dal 20 maggio, notte di fuoco che provocò la morte di due persone, impose il trasloco di nove famiglie e costrinse tutto il comando della polizia municipale ad abbandonare quella che era stato il centro operativo nel post terremoto. Ebbene, a distanza di tre mesi, e con gli agenti ancora costretti ad una complessa convivenza in municipio, la Giunta ha licenziato un primo provvedimento di progettazione delle opere provvisionali per la messa in sicurezza del solaio della sede per permettere l’effettuazione dei sopralluoghi, in condizioni di sicurezza, dei periti assicurativi in per la stima dei danni causati dall’incendio di via Roma.
Il progetto lo ha firmato l’ingegner Luca Forti che ha messo in preventivo una spesa di circa 17mila euro, necessaria ad andare oltre ai puntellamenti urgenti già predisposti dai vigili del fuoco nei giorni successivi all’incendio doloso per cui si trova ancora in carcere, come misura cautelare, un giovanissimo magrebino, accusato di furto aggravato, incendio doloso e di due morti come conseguenza di un altro reato.
Dalla relazione elaborata dal professionista, in cui si fa cenno anche dello sviluppo dell’incendio, si legge che “il controsoffitto in cartongesso fino a quando non è sopraggiunto il collasso della struttura in acciaio dello stesso ha protetto i legni dagli effetti dannosi del fuoco. Collassato il controsoffitto, il fuoco ha aggredito l’orditura secondaria del solaio in legno raggiungendo delle penetrazioni, che hanno reso staticamente inefficienti gli elementi oltre ad aver danneggiato i tavelloni che si sono scartellati”.
L’intervento di messa in sicurezza sarà quindi il primo passo per ripristinare l’intera struttura che comunque, anche in futuro, non accoglierà più il comando della municipale, ma potrà dare ai residenti degli alloggi la possibilità di tornare a casa. È infatti ancora in vigore l’ordinanza di sgombero proprio a causa dell’instabilità dei controsoffitti, messi a dura prova dalle alte temperature che si sono raggiunte nelle drammatiche ore dell’incendio notturno. —
F.D.
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