«Ci considerano ricchi Così qui la spesa diventa la più cara d’Italia»
Aumento di 251 euro in media all’anno; ma i modenesi sono quasi rassegnati: «Ci difendiamo girando tra negozi e market alla ricerca di offerte convenienti»
«Dicono che noi modenesi siamo ricchi e ne approfittano». Non è certo un primato di cui essere felici quello che colloca Modena al secondo posto nazionale tra le città più care. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, in un anno, la spesa nella nostra provincia è cresciuta di 251 euro, mentre le province limitrofe hanno incrementi di molto inferiori. Nulla di nuovo, comunque, a sentire i modenesi.
«Ho sempre trovato Modena molto cara - commenta uscendo dal mercato Albinelli Umberto Spinabelli - e c’è un motivo. Ne approfittano perché dicono che noi siamo ricchi». Umberto non è rimasto più di tanto sorpreso dalla classifica e non ha indicato particolari strategia difensive. «Si continua con la nostra vita, cos’altro possiamo fare?» il suo laconico, rassegnato, commento.
«Secondo me si dovrebbe rivedere tutto, a partire dalle scelte più semplici», la risposta invece a stretto giro di Carla Mazzoli, anche lei cliente dello storico mercato del centro. D’altronde i dati del servizio Statistica comunale sulle cifre Istat sono chiari. Chi più, chi meno, anche in luglio si sono registrati incrementi nei vari settori di spesa, dai trasporti, agli alimentari, dalle comunicazioni alle attività culturali.
«L’impressione è che tutti vogliano guadagnare più di quanto serve - riprende Mazzoli - e che se tutti accettassimo, invece, di guadagnare un po’ meno, le cose andrebbero meglio. Basta guardare a tutte le serate che vengono organizzate mentre, ad esempio, le strade sono disastrate. Qui c’è chi tende ad arricchirsi alle spalle dei cittadini».
Il cambio di scena, dal mercato a un supermercato, non contribuisce a mutare l’umore delle persone. «Ultimamente ho cambiato supermercato perché i prezzi erano abbastanza alti - confessa Mario Maraglino - per cui ora cerco la convenienza insieme alla comodità. Alcuni negozi riescono a fornire ai clienti un assortimento maggiore insieme a un buon prezzo». Maraglino ha maturato la scelta nel tempo dopo essersi «accorto che in diversi posti vendono gli stessi prodotti a prezzi diversi, magari scontandone alcuni per un periodo, prima di tornare al prezzo normale». Anche lui sottolinea l’ampiezza del fenomeno fotografato dall’Unione Nazionale Consumatori. «Da circa un anno sono in pensione - spiega - e mi sono accorto che, in effetti, gli aumenti ci sono e avvengono in più settori. Ho la fortuna di avere la casa di proprietà, ma le spese condominiali che aumentano fanno sì che sia come se pagassi un affitto». «Il costo della vita è aumentato», gli fa eco Matteo Bursi, un giovane che sottolinea soprattutto il costo degli affitti «in aumento perché la richiesta d’immobili è molto elevata».
A Modena i prezzi sono aumentati (sempre da luglio 2018 a luglio 2019) mentre a Bologna e Ravenna le famiglie hanno risparmiato. «Non me lo so spiegare», commenta Bursi. Un’idea l’ha invece Renata Baldini, incontrata davanti a un discount. «Forse è una questione di impostazione politica, siamo una città di sinistra - specifica Baldini - per cui tendiamo a pagare anche per quelli che non pagano o non possono farlo. Noi sopravviviamo dignitosamente e ci diamo da fare». —
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