Il rombo delle “Rosse” al cimitero di S. Cataldo per l’omaggio al Drake
Tributo dei proprietari Ferrari presenti alla commemorazione «Oggi si sarebbe impegnato per sviluppare l’auto elettrica»
«Un dovere esserci». Ieri mattina modenesi e appassionati della Rossa si sono dati appuntamento al cimitero. L’occasione però lo richiedeva. Ricorrevano infatti i 31 anni dalla morte di Enzo Ferrari. Gli occhiali scuri, il carattere deciso, il mondo dei motori vissuto per decenni in prima persona, sono tratti del Drake che chi l’ha conosciuto rivive ancora. L’ex autista Roberto Corradi ricorda la quotidianità dal Palazzo in largo Garibaldi (dove viveva il padre del Cavallino Rampante) a Maranello, sede operativa della Ferrari. «Consultava i giornali già dalle 6 di mattina - ha ricordato Corradi prima della cerimonia - poi ci si spostava a Maranello e si parlava tra i reparti. Andava a sentire a che punto si era con gli sviluppi. Una mattina ricordo che siamo passati dalle fonderie e ha visto un operaio che stava mangiando un panino. Non appena ha visto Ferrari, l’operaio ha messo il panino subito in tasca. Così hanno fatto anche quelli che stavano fumando una sigaretta. La leggenda vuole che un operaio abbia addirittura ingoiato una sigaretta». Gli aneddoti si rincorrono. «Il ricordo di Ferrari deve rimanere perché Enzo Ferrari merita», ha riconosciuto Felice Di Vito. E Di Vito ha voluto citare anche un grande assente, per la prima volta, a questo appuntamento: don Sergio Mantovani detto “don Ruspa”. «È scomparso il 14 settembre dello scorso anno - ha proseguito - Noi lo ricorderemo sabato 14 settembre con una messa e una cena di gala (all’Europa 92)». Anche lui un segno distintivo della modenesità, così come Ferrari.
«Ferrari ha dato lustro alla città di Modena», ha tributato Oscar Scaglietti, figlio del celebre Sergio che ha aggiunto «Sono convinto che lui sarebbe stato il primo a voler sperimentare la Ferrari elettrica e i motori alternativi per il futuro». «Ha rappresentato in modo straordinario il nostro mondo produttivo che noi oggi cerchiamo di valorizzare e sviluppare», il commento dell’assessore al Turismo e alla Promozione della città Ludovica Carla Ferrari.
Tra le tante presenze silenziose ieri al cimitero di San Cataldo, i volontari della sicurezza guidati da Ercole Toni e i proprietari di Ferrari provenienti da varie parti d’Italia. Il rombo dei loro motori, dopo la deposizione dei fiori, nel silenzio del cimitero ha significato un saluto affettuoso prima di ripartire. —
G.F.
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