Gazzetta di Modena

Modena

Cavina all’attacco «Mi sarei giocato la reputazione per 11mila euro?»

Serena Arbizzi

L’ex vescovo, alla processione, lancia accuse in cattedrale Applausi dopo l’omelia e sfogo contro la “gogna mediatica” 

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«Una cattiveria, sarà una sola, ma la dirò. Dopo tutto quello che abbiamo visto e vissuto oggi voi pensate che io avrei voluto mettere in discussione la salvezza della mia anima, della mia reputazione, per 11 mila euro?». Una stoccata, nella Cattedrale gremita da oltre 4 mila persone, tra applausi scroscianti, ma anche sguardi imbarazzati, quello che si è abbattuto dopo più di due ore tra omelie e processione, durante la messa per la Madonna dell’Assunta. La firma è del vescovo emerito Francesco Cavina, dimissionario - dice lui - per la “gogna mediatica” che si sarebbe abbattuta in seguito all’indagine sugli appalti in municipio. Indagine che ha visto la sua posizione archiviata, ma che ha lasciato una profonda amarezza come dimostra l’arringa finale dal pulpito.

La cerimonia

Sono le 8 di Ferragosto. Migliaia di fedeli sono in Duomo, riaperto nel marzo 2017 sotto l’egida di Cavina. E fin dal principio la cerimonia è un chiaro omaggio al vescovo emerito. Come svela subito anche l’amministratore della Diocesi, monsignor Erio Castellucci, che concelebra e lascia ampio spazio all’ospite: «Esprimo vicinanza a monsignor Cavina e lo ringrazio di aver accettato il mio invito a essere qui, in questo sofferto passaggio e gratitudine per tutto quello che ha fatto in questi anni nel ministero episcopale». Segue un applauso scrosciante che dura qualche minuto.

Tra i primi a leggere c’è suor Eleonora, la segretaria del vescovo. Tra i banchi delle autorità si notano il sindaco Alberto Bellelli, la dirigente del commissariato Paola Convertino, gli assessori Marco Truzzi e Riccardo Righi, il Capo di Gabinetto Stefano Artioli, il presidente del Consiglio comunale Carlo Alberto Fontanesi, la vicecomandante della Polizia locale Daniela Tangerini, la stilista Anna Molinari, rappresentanze di carabinieri, della Marina, l’Unitalsi in grande spolvero, l’ex presidente della Croce rossa, Massimo Re e tanto mondo del volontariato. Ci sono tutti, insomma.

Dopo la processione cresce il pathos. Cavina legge l’omelia incentrata sull’Apocalisse, a tratti con la voce spezzata dall’emozione. «Sono contento di vedere tantissimi volti amici con i quali ho condiviso il mio ministero episcopale tra voi», esordisce ed elogia la parola di Dio che “ci aiuta a leggere con la luce della fede le gioie e le difficoltà della vita”. Parla della speranza racchiusa nell’Apocalisse contro “tutte le forze del Male” che “sono già state sconfitte da Dio”. E, aggiunge, “la nostra esistenza è un cammino che si svolge nella tensione tra il bene e il male”, ma la consolazione è che le “forze del male non prevarranno”.

lo sfogo pubblico

Poi la tensione cresce. Cavina non si trattiene e si lascia andare allo sfogo sugli 11mila euro e la salvezza dell’anima. «E adesso i giornali scrivano quello che vogliono, non mi interessa più - dice - Perché so bene che nella loro professionalità riporteranno solo queste parole e non l’omelia». Parole seguite da un lungo applauso seguito da tanti abbracci affettuosi dei fedeli. Ma c’erano anche volti increduli tra i banchi per l’attacco alla stampa del prelato “in un giorno che avrebbe dovuto essere dedicato alla Madonna”. Come del resto è stato manifesto l’imbarazzo di don Erio. Chi si schiera dalla parte di Cavina c’è la capogruppo della Lega, Federica Boccaletti: «Parole, le sue, che dovrebbero portare qualcuno a preferire una profonda riflessione alla passerella». —



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