Il Comune punta ad ampliare l’offerta dell’acetaia municipale
Oltre 6mila visitatori nel 2018 Il fascino dell’oro nero colpisce chie viene a visitare la città Via al restauro e alla creazione di due spazi espositivi
Tra le cose che, praticamente tutti, cercano i turisti che sbarcano a Modena c’è sicuramente l’aceto balsamico. Sono curiosi di scoprirne la storia, e desiderosi di portare con loro a casa un ampolla del prezioso prodotto tipico modenese. Sia esso tradizionale o industriale. Basta che sia made in Modena. E nel cuore di Modena, a palazzo comunale, si può trovare la storia dell’aceto grazia all’acetaia municipale. Un luogo che ogni anno viene visitato da migliai di pesone. Sono stateoltre seimila nel 2018, oltre mille in più rispetto al 2017, e quest’anno a fine maggio si avvicinavano già a quota tremila. E questo è uno dei motivi che hanno spinto la Giunta a sviluppare questa componente turistica del Municipio. L’Acetaia comunale di Modena sarà ampliata, incorporando altri due ambienti adiacenti all’attuale sede all’interno del Palazzo comunale. Queste sale saranno allestite con arredi a spazi espositivi per le visite guidate volte alla diffusione della conoscenza dell’Aceto balsamico tradizionale tipico del territorio modenese.
È stato approvato dalla Giunta comunale infatti il progetto esecutivo per il restauro e la riqualificazione dell’Acetaia con l’ampliamento della struttura per fornire un servizio più qualificato a turisti e visitatori.
In particolare, la prima stanza sarà dedicata alla spiegazione della fortuna e della diffusione dell’aceto balsamico dall’epoca ducale Estense a oggi, sino agli ultimi impieghi nella ‘haute cuisine’. Verrà ricavata, tramite alcune vetrate, anche una saletta dedicato alle presentazioni per la stampa specializzata, in particolare per i giornalisti stranieri. La seconda sala sarà invece dedicata alle spiegazioni sulle tecniche per la produzione dell’aceto balsamico, dalla selezione dei mosti di macinatura ai vari passaggi dalle botti più grandi a quelle più piccole, all’imbottigliamento.
I lavori, per un valore complessivo di 120 mila euro, consistono soprattutto in opere edili, di impiantistica, di arredo e per il superamento delle barriere architettoniche. Tra gli altri, la riapertura di una porta di collegamento tra la seconda sala e l’acetaia, la predisposizione di una zona nel sottotetto dell’acetaia stessa per la preparazione degli assaggi e l’apertura di un passaggio tipo ‘passavivande’, l’inserimento di due pedane elettriche per mitigare le temperature invernali .
Saranno apposti alle pareti due schermi per la proiezione di documentari e immagini dedicati al prodotto. È inoltre previsto l’inserimento di pannelli esplicativi relativi anche alle notizie storiche e architettoniche del Municipio.
La conduzione dell’Acetaia comunale è affidata dal 2004 alla Consorteria dell’Aceto balsamico tradizionale che garantisce qualità del prodotto realizzato per conto del Comune, occupandosi della manutenzione delle batterie delle botti e della gestione di tutto il processo produttivo. Dal 2015 le visite guidate, condotte sempre dagli esperti della Consorteria, sono organizzate con un sistema di prenotazione nell’ambito di un calendario annuale e delle attività del biglietto unico del sito Unesco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
