Gazzetta di Modena

Modena

L’intervista 

Lucia volontaria a tutto tondo «Aiutare mi dà una scossa»

Laura Solieri

Pirazzoli studia medicina e divide il tempo libero  tra la parrocchia Sacra Famiglia e l’impegno a Porta Aperta Ed è anche donatrice Avis

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«I motivi per cui faccio volontariato sono molteplici. Il primo, è che sono fortunata: un’arbitraria roulette genetica mi ha fatta nascere in una buona famiglia, nella parte “giusta” del mondo, e ho attraversato infanzia ed adolescenza amata, coccolata ed istruita. È stata una buona sorte che non ho fatto nulla per meritare, quindi desidero impegnarmi il più possibile per restituire al mondo il flusso d’amore di cui sono stata investita e le possibilità che ho avuto. Sembra una frase fatta ma il volontariato, in realtà, restituisce davvero molto di più di ciò che si dona – dice Lucia Pirazzoli, studentessa a Medicina - Ripaga nella cosa più preziosa che ci possa essere: legami e relazioni, con gli altri volontari che condividono il percorso con noi o con le persone che si sono incontrate durante il servizio. Ciò che noi siamo in questo momento è il risultato di tutte le esperienze che abbiamo vissuto e di tutte le persone che abbiamo incontrato e il volontariato è un’immensa rete che ha proprio lo scopo di connettere i singoli affinché nessuno sia escluso».

Lucia è educatrice, nella parrocchia Sacra Famiglia, di un gruppo di adolescenti di 16 e 17 anni. «Io e i miei co-animatori Alberto, Luca e Noemi, affrontiamo insieme ai ragazzi tematiche che li riguardano in prima persona, ma sulle quali, per loro ammissione, difficilmente avrebbero occasione di riflettere, concentrati sulla loro routine quotidiana. Offriamo uno spazio libero da qualsiasi giudizio o costrizione, in cui possano essere immersi in uno spirito di condivisione di esperienze e pensieri che possa arricchire ciascuno di loro».

Lucia è inoltre volontaria presso la mensa dell’associazione Porta Aperta di cui fa anche parte del consiglio direttivo: «questa è un’opportunità che mi consente di toccare con mano un volto differente ma fondamentale del volontariato: tutti gli aspetti logistico organizzativi che permettono all’associazione di continuare a fare del bene a chi ne ha bisogno – dice Lucia - Sono sempre stata una volontaria attiva solamente sul campo e vedere quanto sia complesso e quante persone coinvolga il sistema su cui si regge un’associazione è incredibile. Ho potuto osservare quante competenze e conoscenze ci vogliono in vari ambiti quali legislativo, organizzativo ed economico, il tutto coniugato con uno sguardo sia sul presente che sul futuro. E a Porta Aperta vi sono davvero tante persone disposte a mettere a disposizione gratuitamente il loro tempo e le loro competenze, perché ritengono che nelle possibilità e nei servizi che l’associazione offre ci siano il bene e la giustizia. Altro ruolo che mi è stata data la possibilità di ricoprire grazie all’università e in particolare al prof. Giovanni Guaraldi – prosegue Lucia - è quello di risponditrice sul sito di councelling “HelpAIDS”, supportata da risponditori senior».

E non è finita qui, perché Lucia è anche donatrice all’Avis.

«Il volontariato per i giovani può essere una scossa – conclude la ragazza – È tempo investito che ci costringe ad uscire dalla nostra comfort-zone per incontrare persone, ciascuna con la propria storia e il proprio carattere. È tempo in cui cresciamo e ci plasmiamo in qualcosa di diverso, di migliore, grazie al contatto con gli altri. Il volontariato ai giovani può insegnare ad essere più flessibili, eliminando i preconcetti, insegna ad essere responsabili delle altre persone e a lasciare che altri si sentano responsabili di noi, ad affidarci». —

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