Artigianato, in 10 anni perse 598 imprese «Intervenire subito»
L’Appennino registra un meno 14,3%, crisi anche in edilizia Pavullo e Serra reggono meglio rispetto agli altri otto paesi
«Più di un’impresa su dieci è sparita negli ultimi dieci anni nel Frignano: la situazione è seria e mette a rischio il tessuto economico, ma anche sociale, del territorio. Siamo molto preoccupati: occorre pensare, insieme alle istituzioni, a soluzioni che possano invertire una tendenza che pare inesorabile». È il grido d’allarme di Lapam Confartigianato alla luce dei dati elaborati dall’Ufficio studi dell’associazione sui dieci Comuni dell’area: Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni e Sestola.
Dal 2008 al 2018 sono 598 le imprese che mancano all’appello, con un calo dell’11,6% complessivo: dalle 5.161 che erano, sono diventate 4.563. «E nell’artigianato, ovvero in quella che è sempre stata la spina dorsale dell’imprenditoria nelle nostre zone - fa presente Lapam Frignano - le cose vanno ancora peggio: il calo percentuale arriva al 14,3%. Nello specifico, dal 2008 al 2018 le imprese artigiane sono scese da 1.836 a 1.574: 262 unità in meno».
L’analisi ha preso in esame anche gli anni post crac Lehman Brothers, dal 2010 al 2018, per un raffronto sulle varie categorie. In questo periodo il calo complessivo è di 499 imprese (-9,9%, da 5.062 a 4.563) con un crollo in particolare nel manifatturiero (passato da 504 a 421 e con un -16,5%) e nell’agricoltura (da 1.258 a 1.065, -15,3% totale), e un pesante -11,6% per il settore delle costruzioni, passato in 8 anni da 982 a 868 società attive.
Meno pesanti, ma comunque significativi, i cali nel commercio (da 970 a 894 imprese: -7,8%), nei servizi alla persona (da 635 a 612: -3,6%) e in quelli alle imprese (da 688 a 672: -2,3%).
PAVULLO E IL CASO SERRA
L’Ufficio Lapam ha fornito anche un focus specifico sui due Comuni maggiori, Pavullo (17mila abitanti) e Serra (8mila). Nel basso Frignano c’è stata una tenuta migliore: a Pavullo la flessione complessiva nel decennio 2008-2018 si è arrestata all’8,5% (dalle 1.950 imprese che erano a 1.784), anche se nell’artigianato si è registrata una sofferenza più pesante che ha portato a un -11,6% (da 705 attività a 623). Meglio il quadro globale nell’arco 2010-2018, dove si è registrato un -7,5% che ha portato da 1.929 imprese a 1.784, con una perdita di 145 soprattutto nell’agricoltura (chiuse 55 attività, -13,5%) e nel manifatturiero (stop a 31 imprese: -14,1%).
A Serramazzoni la tenuta è stata notevole nel contesto: delle 872 imprese che c’erano nel 2008 (rimaste peraltro invariate nel 2010) arrivando al 2018 ne sono state perse solo 37 (quota 835), facendo registrare un contenuto -4,2%. E a sorpresa l’artigianato di Serra ha resistito molto più che altrove: appena 3 le attività chiuse, passando dalle 301 del 2008 alle 298 del 2018 (-1%). —
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