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IL CASO 

Richiedenti asilo, Verdi e Pd: «Sì all’iscrizione anagrafica»

Luca Gardinale
Richiedenti asilo, Verdi e Pd: «Sì all’iscrizione anagrafica»

Dopo le sentenze di diversi tribunali e quanto fatto a Bologna, Parma e Firenze le forze di maggioranza chiedono a Muzzarelli di forzare il decreto sicurezza

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Finora le risposte sono arrivate da Bologna e da Parma, ma anche da Firenze, Ancona, Prato, Genova e Lecce, e sono andate tutte nella stessa direzione, ovvero quella contraria all’interpretazione di chi ha voluto la legge nazionale, chiedendo così ai rispettivi Comuni di iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe. E mentre i ricorsi vanno avanti, la questione torna al centro del dibattito modenese, con un’interrogazione dei Verdi, che chiedono al sindaco Muzzarelli di concedere l’iscrizione anagrafica ai profughi. Facendo un passo indietro, la controversia è nata attorno al Decreto sicurezza, entrato in vigore nel dicembre scorso come legge 103/2018, secondo la quale il permesso di soggiorno per richiesta di asilo, pur valendo come documento di riconoscimento, non è più sufficiente per ottenere l’iscrizione all’anagrafe. Una norma che ha portato a forme di disobbedienza da parte di alcuni sindaci, mentre i numerosi ricorsi hanno portato diversi Tribunali a dare un’interpretazione diversa della legge, e ordinando quindi ai relativi Comuni l’immediata iscrizione nel registro anagrafico. Alla luce dei pronunciamenti dei giudici, a partire da quelli di Parma e Bologna, ora i Verdi chiedono al sindaco Muzzarelli di dare il via libera all’iscrizione dei richiedenti asilo da parte dell’anagrafe di Modena: «Diversi Tribunali italiani - spiega la consigliera comunale Paola Aime in un’interrogazione - hanno già emesso provvedimenti che “smontano” la legge nazionale e consentono l’iscrizione anagrafica degli stranieri di cui si riconosce la liceità». Di conseguenza, i Verdi chiedono al sindaco di andare nella stessa direzione, «perché anche sotto il profilo della sicurezza è molto più utile censire e registrare i rifugiati anziché relegarli in un limbo senza possibilità di contatto, domicilio e identificazione». Considerazioni sulle quali è d’accordo anche il Pd: «L’interrogazione dei Verdi è condivisibile - commenta il capogruppo Antonio Carpentieri - perché la legge 113/2018 ha creato un vulnus interpretativo, e cioè un sacco di problemi ai Comuni, con centinaia di richiedenti asilo che si sono visti negare un diritto.

Del resto, tutti i Tribunali dicono in maniera molto chiara che si devono tutelare i diritti delle persone, tenendo conto di tutte le leggi in materia e del quadro europeo dei diritti. Il Decreto sicurezza era stato male interpretato, insomma, e non concedere l’iscrizione all’anagrafe significa violare un diritto costituzionale, ledendo i diritti delle persone, che di conseguenza non possono lavorare o fare una cosa banale come aprire un conto corrente». Il capogruppo dem fa inoltre notare che «è assurdo che il ministero dell’Interno abbia fatto reclamo nelle realtà dove le amministrazioni comunali, in seguito al pronunciamento del giudice, hanno chiesto l’iscrizione anagrafica, perché l’anagrafe non risponde certo al Viminale…». Anche il Pd, in sostanza, chiede al sindaco «di tenere conto dei pronunciamenti di diversi Tribunali, verificando la possibilità di andare nella stessa direzione dei Comuni che hanno concesso l’iscrizione anagrafica». Una situazione che il sindaco ha seguito da lontano, mentre era in ferie all’estero, chiedendo agli uffici comunali di avviare un approfondimento (in particolare dopo la sentenza del Tar di Bologna), per esaminare gli aspetti tecnici e legali, il tema sarà portato in giunta nei prossimi giorni. —

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