Scarcerato, rapina e picchia il cliente di un bar: arrestato
La parabola criminale di Aziz Dopo una raffica di furti ai negozi del centro città era stato portato in cella ma una volta libero ha ripreso
MIRANDOLA. Aziz Magoul, il 41enne magrebino che era diventato l’incubo di tanti negozianti del centro storico per l’abitudine a commettere furti, ha cambiato tipo di reati.
Dopo essere stato in carcere a febbraio giusto qualche settimana a seguito dell’ennesimo colpo era infatti stato rimesso in libertà. Niente accompagnamento alla frontiera, come era stato ipotizzato. L’uomo, formalmente senza fissa dimora ma ormai frequentatore abituale della città dei Pico, è così tornato a Mirandola.
Dove in poche settimane è tornato a delinquere. Inclusa, per l’appunto, una nuova tipologia di reati: la rapina con pestaggio. L’ha commessa il 2 luglio, quando è entrato al Bar Liberty della stazione dei bus e si è in qualche modo avventato su un cliente che stava giocando alle slot machines. Pugni e calci al volto, con i quali è riuscito ad allontanarsi, tenendo ben stretto un bottino di 450 euro.
La malcapitata vittima ha riportato lesioni guaribili in 10 giorni, come refertato al Pronto soccorso dell’ospedale. Nel frattempo dopo la rapina è stata allertata la polizia del Commissariato. Dalla descrizione del rapinatore-picchiatore e dagli altri riscontri investigativi non ci è voluto molto a capire che si trattava di Aziz, ormai conosciutissimo per le sue imprese. Così è scattata la segnalazione alla magistratura. L’iter ha fatto tutto il suo percorso e l’altro giorno il giudice del Tribunale di Modena Scarpa ha firmato una nuova misura coercitiva della custodia cautelare in carcere. La polizia del Commissariato ha ben presto rintracciato Aziz e lo ha condotto in carcere, almeno per ora. A Mirandola Aziz aveva progressivamente accumulato segnalazioni di polizia, che vanno dallo spaccio di piccolo calibro alla resistenza. La sue crescenti specialità erano però i negozi: a febbraio era stato dapprima denunciato - l’arresto non era possibile perché non c’erano più gli estremi della flagranza - per il furto aggravato da Fruttieri Calzature. Con l’aiuto di un complice, se ne era andato con 5.000 euro di scarpe e borse di pregio. Ma era solo l’ultimo, dacché pochi giorni prima era stato riconosciuto ad esempio dopo un furto a Scarpamondo. Poi il carcere, ma per poco. —
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