«Ceramica, la tecnologia è la nostra arma vincente»
Le nostre aziende hanno saputo cogliere ogni opportunità di mercato che è emersa in questo periodo a livello internazionale
Paolo Sassi, presidente di Acimac, fa il punto sulla tenuta del distretto delle ‘Macchine per ceramica’, che fa registrare un +1% a fronte del calo dell’1% del distretto ceramico in genere.
Questo dato di sostanziale tenuta a cosa è dovuto?
«Sicuramente dalla capacità delle nostre aziende di cogliere ogni opportunità di mercato a livello mondiale. Ovunque si produca ceramica, la tecnologia italiana continua a mantenere una posizione di leadership. Un binomio vincente che soprattutto le nostre aziende di medio-grandi dimensioni riescono a portare avanti».
Ci sono mercati dove le cose vanno meglio e altri dove peggiorano?
«Nel primo trimestre dell’anno abbiamo registrato buoni segnali da mercati importanti quali la Spagna e la Russia. Bisogna comunque rilevare, di contro, che già da metà dello scorso anno abbiamo assistito al rallentamento di molte economie nazionali».
In prospettiva, come sta andando il settore?
« Preferiamo rimanere prudenti sul futuro andamento del settore: ritengo che il 2019 sarà un anno difficile, di transizione. Negli ultimi cinque anni, la nostra clientela ha realizzato importanti investimenti per il rinnovo degli impianti produttivi e pertanto la flessione del giro d’affari già registrata nel 2018 (-3,5%) era prevedibile. Nei primi mesi dell’anno in corso è proseguito lo stallo di alcuni importanti mercati, per cui le previsioni sono molto caute. Ci attendiamo il proseguimento delle criticità in alcuni mercati, mentre su altri iniziamo a vedere una lieve ripresa. Ci auguriamo una stabilizzazione del nostro fatturato sopra i 2 miliardi di euro, in linea con l’ultimo biennio». —
P.S.
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