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Migliarina “brilla” per patriottismo «Qui si sta bene e il paese è vivo»

G.F.
Migliarina “brilla” per patriottismo «Qui si sta bene e il paese è vivo»

Forte identità per il centro che ha dato i natali a Ciro Menotti Superati i danni del sisma ora crescono sicurezza e iniziative

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il viaggio

Migliarina sta vivendo un secondo rinascimento. Dall’anziano classe 1930 agli studenti universitari, la soddisfazione è alta per la qualità della vita nella zona.

«Qui si vive bene - conferma Giorgio Bergianti - e ci sono molti giovani, che partecipano anche agli eventi». Giorgio è prossimo alle 90 candeline e ha visto crescere la frazione, che al 31 dicembre 2016 contava 1.789 abitanti. Quattro anni e mezzo prima, il terremoto non aveva risparmiato ferite. Non a caso, nella frazione era stata piazzata una tensostruttura di 144 metri quadrati al posto del circolo Arci, danneggiato dal sisma. Il circolo era dedicato a Ciro Menotti, il cui nome a Migliarina evoca ancor più di un semplice patriota. Il 23 gennaio 1798, infatti, Menotti veniva al mondo proprio in paese e il patriottismo nella frazione è di casa. I ricordi dei partigiani, da Riccardo Benetti a Mentore Vezzini, sono ancora vividi e le armi partigiane ritrovate in una casa di Migliarina in aprile ne sono un’ulteriore testimonianza.

«Per fortuna dopo il terremoto hanno già fatto molto», riprende Giorgio. Le ferite restano in evidenza nella chiesa della «diocesi più terremotata», come aveva definito Papa Benedetto XVI quella carpigiana. «La chiesa romanica ha opere bellissime», riprende Luciano Beltrami, migliarinese doc, che in 73 anni ha avuto modo di riscoprire una frazione «ricca di storia». Con orgoglio ribadisce che «è più vecchia di Carpi, ricordando le origini romane del luogo. «È stata anche sotto Reggio», aggiunge Luciano, tornando indietro nel tempo di quasi un millennio.

I millennial invece non hanno abbandonato la frazione, anzi vengono anche dal capoluogo e da altri paesi. Come la compagnia di Dmitrj Boccaletti, Ylenia De Ruvo ed Eleonora Feoli: tre giovani che a Carpi città e a Fossoli preferiscono l’aria che tira a Migliarina. «A Carpi si muore di caldo e non c’è niente - spiega Ylenia - mentre a Migliarina sono organizzate belle serate». «Al bar ci sono tanti eventi - prosegue lui - e lo troviamo aperto quasi sempre». «È un punto di ritrovo - conferma Eleonora - e consente un divertimento diverso dallo spendere e basta».

La rinascita della frazione passa dal recupero (con metamorfosi) del luogo identitario. Il circolo Menotti ha cambiato gestione, divenendo Zazza Bar con Davide Gherli. «È positivo che diverse generazioni frequentino lo stesso luogo», ribadisce Davide. Il 43enne dell’attività rimarca di aver «brigato dopo il terremoto per aprire il locale», ma è soddisfatto del risultato. «Oggi vengono gruppi emergenti dal nostro territorio, dall’Italia e dall’estero - dice con orgoglio - e abbiamo riaperto gli spazi. Abbiamo una zona bar, una sala al primo piano e uno spazio per gli spettacoli. Al mattino si trovano più spesso persone anziane, mentre i ragazzi arrivano dal pomeriggio. Di notte, chiudono le attività e vengono da noi pizzaioli e baristi perché sanno che è aperto». La vitalità del luogo è un antidoto ai furti. «Sono venuti a rubare due volte in un mese - conclude Davide - ma è stato circa due anni fa. Quando c’è movimento è più difficile. Teniamo viva la frazione». —

G.F.

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