«Risorgendo dal terremoto le aziende si sono strutturate»
L’esperto di uno dei distretti trainanti della provincia spiega in che modo si è arrivati ai numeri export da record e a una dinamicità vincente
Giorgio Mari è un grande esperto del distretto biomedicale. Attualmente, tra gli altri incarichi professionali, è biotech innovation manager del Tecnopolo di Mirandola, in pratica è il responsabile dei progetti di ricerca e del rapporto con le aziende del distretto.
Come mai il distretto biomedicale è così dinamico?
«Negli ultimi anni c’è stato un forte aumento di automazione e meccanizzazione, tese al miglioramento della produzione, all’abbassamento costi, all’aumento della qualità. Il dopo sisma è stato colto come opportunità, le aziende si sono fortemente strutturate nella manifattura. L’automazione porta un forte miglioramento della qualità e si riesce ad avere un controllo della qualità molto puntuale».
I numeri record delle esportazioni come si possono spiegare?
«Le multinazionali si sono concentrate sulla manifattura e tutto quello che viene prodotto viene inviato alla casa madre e dunque si vende all’estero, anche se la vendita è rivolta alla stessa casa madre. Quello dell’export è dunque un dato inevitabile, se le cose vanno bene le esportazioni vanno bene di conseguenza. Da Mirandola non vendiamo il prodotto finito, ma componenti che poi vanno lavorati, e anche chi fa il prodotto finito passa dalla casa madre, per l’assenza quasi totale a Mirandola delle strutture di vendita».
Come il Tecnopolo aiuta le aziende del distretto?
«Attraverso la finanza agevolata, ad esempio: le industrie che fanno ricerca di preferenza tendono a procedere attraverso progetti finanziati e noi aiutiamo a ottenere il finanziamento e a realizzare progetti o brevetti. E poi sosteniamo il problem solving, non di pura routine, ma con analisi approfondite». —
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