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l’intervista 

«Crisi di Governo, a rischio anche il bilancio comunale»

Luca Gardinale
«Crisi di Governo, a rischio anche il bilancio comunale»

L’assessore Cavazza «Troppe incertezze, no a una manovra per vivacchiare E attenzione: l’aumento dell’Iva al 25% ci costerà cinque milioni in più»

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“Fate presto, ma… non in fretta”. Il che potrebbe anche sembrare un controsenso, ma un significato chiaro lo assume, se si tiene conto che l’auspicio viene da Gianpietro Cavazza, vicesindaco e assessore comunale al Bilancio, e che dall’altra parte c’è - o meglio, non c’è… - il governo nazionale, che nello stato di incertezza attuale rischia di bloccare anche il bilancio del Comune, già preoccupato per la scure da cinque milioni legate al possibile aumento dell’Iva.

Assessore Cavazza, sta seguendo la crisi di governo?

«Ho seguito il dibattito in Senato, i commenti e le analisi. È evidente che uno dei motivi che hanno convinto Salvini ad aprire la crisi è la volontà di non intestarsi una manovra economica per la quale servono 23 miliardi solo per evitare gli aumenti dell’Iva e altri sei miliardi che rappresentano l’impegno con la Commissione europea assunto per evitare la procedura d’infrazione. Sono le cifre da cui la Lega è scappata. Difficile rimanga qualcosa per le promesse di abbassare tasse che, oltretutto, nel frattempo sono anche aumentate».

Pensando ai conti del Comune, il primo pericolo viene dal possibile aumento dell’Iva.

«A questo punto dell’anno serve una soluzione in tempi rapidi della crisi che consenta di evitare al Paese l’esercizio provvisorio e di non far scattare gli aumenti dell’Iva: sarebbero una tassa iniqua sulle famiglie e determinerebbero problemi seri anche ai Comuni. Da un primo calcolo, per Modena parliamo di un aggravio di costi nel 2020 tra i 4 e i 5 milioni di euro, a parità di servizi, che diventeranno anche di più l’anno successivo con l’Iva al 26,5 %. A cui aggiungere i punti interrogativi della Legge di stabilità del 2019, che rimandava tutti i nodi irrisolti al prossimo anno: i fondi crediti di dubbia esigibilità, i trasferimenti, i fondi di compensazione…».

E il bilancio del Comune? «l percorso tecnico per arrivare alla definizione del bilancio preventivo per il prossimo triennio è già avviato, ma senza elementi certi sulla Legge di bilancio è difficile fare ipotesi sulla manovra finanziaria a livello locale. Questa incertezza rischia di allungare i tempi, costringendo anche i Comuni all’esercizio provvisorio, o comunque di non metterci nelle condizioni per poter fare le scelte politiche e amministrative necessarie per i nostri territori, i servizi, gli investimenti. Un clima di incertezza, poi, determina una minore propensione a investire per tutto il sistema territoriale, quindi anche minore occupazione quando invece dobbiamo creare le condizioni per favorire una crescita sostenibile». A Roma, insomma, devono fare in fretta…

«Presto, ma… non in fretta: una soluzione alla crisi che passi da un governo di legislatura o da nuove elezioni non deve essere trovata con ricette frettolose relative alla prossima Legge di bilancio e alle scelte politiche di fondo per lo sviluppo del Paese all’insegna dell’equità e della sostenibilità ambientale. Non è pensabile, in particolare, che possano essere scaricati per l’ennesima volta sui Comuni altri costi e inefficienze dovute al fallimento di quel governo».

Gli enti locali hanno già dato, insomma…

«Nelle premesse del Documento unico di programmazione, approvato in luglio dalla giunta in vista della definizione del percorso per realizzare il bilancio, abbiamo sottolineato che i Comuni hanno già subito tagli eccessivi ai bilanci e al personale. Occorre invertire la rotta e investire sugli enti locali: a Modena negli ultimi cinque anni abbiamo dimostrato quanto possano essere produttivi gli investimenti se realizzati direttamente dai Comuni, a diretto contatto con le comunità locali. Ora ci auguriamo che questa crisi non metta a rischio la potenzialità delle nostre scelte di bilancio sull’ambiente, sulla mobilità sostenibile, sull’istruzione e sul sociale: Modena non può fare un bilancio accontentandosi di vivacchiare, noi abbiamo l’obiettivo di rilanciare di rilanciare le politiche pubbliche, difendere i servizi e supportare l’economia del territorio». —

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