Imprese straniere in regione La crescita inizia a rallentare
Per la prima volta dal 2012 le aziende guidate da straniere registrano un +1,7% Al 30 giugno erano 48mila 700, il settore trainante si conferma quello dei servizi
I dati parlano chiaro: le imprese straniere in Emilia-Romagna, nonostante una continua crescita, quest'anno hanno il freno tirato. Nell'ultimo anno sono aumentate solo dello 1,7%, la percentuale più bassa registrata dal lontano 2012. A fare il punto della situazione è Unioncamere Emilia-Romagna che ha elaborato gli ultimi dati del registro delle imprese delle camere di commercio. Al 30 giugno 2019, in regione si conta un numero di 48.763 imprese straniere e dal 2018 ne sono nate solo 836 in più, una cifra che posiziona la regione l'Emilia-Romagna al decimo posto a livello nazionale (in Veneto, ad esempio, la crescita è del 2,4%). Nel periodo che va dal 2017 al 2018, l'aumento era stato del 3%, mentre l’aumento registrato durante il 2012 risultava essere del 4,8%. I numeri più alti che sono stati registrati sono quelli del settore dei servizi, che con 594 imprese in più, aumenta del 2,4%. Qui la tendenza non deriva tanto dal lieve progresso nel commercio (+27 imprese, +0,2%), quanto dal più rapido incremento nell'aggregato degli altri servizi diversi (+567 imprese, +4,4%). Rallenta, ma si conferma, la crescita della base imprenditoriale estera dell'industria (+1,7%, +86 unità).
Anche nel settore delle costruzioni si rileva un lieve aumento (+0,7%, 119 unità). Infine, con un +5%: «Si conferma elevata la crescita nell’ambito dell’agricoltura, per quanto resti un settore ancora marginale», spiega Unioncamere.
Per quanto riguarda la forma giuridica delle nuove imprese, sono le società di capitale a spingere (+633 unità, +13,4%), sostenute dall'attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questo ha però ridotto l'appeal delle società di persone, che si fermano a “bassa quota”, con un +0,4%. Nonostante sia stato rilevato un evidente rallentamento, il secondo contributo alla crescita arriva dalle ditte individuali (+227 unità, +0,6%). Dall’altra parte, invece, diminuiscono le cooperative e i consorzi. —
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