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Offese sui social all’assessore Due addette comunali nei guai

F.D.
Offese sui social all’assessore Due addette comunali nei guai

Fernanda Paganelli e la Giunta-Palazzi querelano “per tutelare l’istituzione” I carabinieri indagano e sarà aperto anche un procedimento disciplinare interno 

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FINALE. Parole pesanti, ripetute nel corso dell’ultimo periodo con gravi offese alla reputazione dell’assessore Fernanda Paganelli, ad alcuni appartenenti alla polizia municipale e ad alcuni colleghi. «Un assessore frustrato, d’animo cattivo e malvagio», «Assessora dotata di spessore intellettivo e intellettuale nullo», «essere spregevole e malvagio», «cinque dipendenti, i soliti ruffiani»: sono soltanto alcuni dei post affidati a facebook e ora finiti sul tavolo della Procura di Modena dopo che l’assessore Paganelli e la Giunta-Palazzi hanno sottoscritto due querele di parte contro Carla Boni e Elisabetta Russo. Le hanno raccolte i carabinieri di Finale che ora procedono per diffamazione aggravata a mezzo social.

Boni, ex responsabile dell’Ufficio Personale, ora assente dal municipio per motivi personali e consigliere comunale nel Comune di Sermide, ha avuto un rapporto travagliato con l’assessore Paganelli, delegata al Personale. Incomprensioni che ha avuto anche Elisabetta Russo, dipendente dell’Ufficio Ambiente e delegata sindacale della Uil, ai tempi della firma del contratto decentrato, sottoscritto a dicembre. Le due indagate hanno postato a più riprese su facebook tra l’inizio di luglio e la fine del mese, lasciando commenti espliciti in cui l’amministrazione comunale si è rivista a più riprese. E così Paganelli ha deciso di agire in autonomia, presentando una querela e trovando anche il supporto del resto della Giunta, che ha prima approvato una delibera di indirizzo per attivare il sindaco Sandro Palazzi a perseguire la tutela del Comune e poi presentando un esposto-querela in caserma.

«Mi sono rivolta ai carabinieri - ha commentato Paganelli - prima di tutto a tutela dell’istituzione. Non è possibile leggere frasi così offensive, al di là che si condivida o meno un’azione di governo. Poi non nego che mi sono sentita diffamata personalmente, avrò dei difetti ma sono sempre stata rispettosa. Stavolta si è superato il limite della tolleranza anche perché in altre occasioni si era scelto di soprassedere nonostante alcuni post fossero al limite».

«Il nostro dovere a tutela del Comune lo abbiamo fatto - aggiunge il sindaco Sandro Palazzi - Le offese non possono essere tollerate perché non si tratta neppure di critiche politiche. Intanto invito tutti coloro che utilizzano i social network a riflettere prima di scrivere perché si sta superando troppo spesso il limite della diffamazione».

Ma oltre al procedimento penale già avviato, per Boni e Russo ci saranno altre conseguenze interne. A fronte della querela, infatti, il Comune dovrà per legge aprire anche un procedimento disciplinare amministrativo in cui ascolterà le controdeduzioni delle due dipendenti comunali e alla fine dovrà decidere se prendere eventuali provvedimenti. —

F.D.

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