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Si arrampicano sul traliccio della stazione e salvano una donna con... una offerta

Stefano Totaro
Si arrampicano sul traliccio della stazione e salvano una donna con... una offerta

La 49enne voleva farla finita: «Ho bisogno di cure e nessuno mi aiuta». I due carabinieri le porgono 100 euro e la prendono

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Missione compiuta. Per salvare una vita a volte si ricorre anche a prestiti improvvisati sul campo. Sì, perché servivano cento euro e i due carabinieri erano...impreparati a questa evenienza, accorsi in tutta fretta sul luogo dove c’era un’aspirante suicida su un traliccio ferroviario. E così si sono fatti prestare due banconote da 50 euro da un vigile del fuoco, pure lui alla stazione di Castelfranco assieme ai colleghi. La donna aveva chiesto un aiuto e quei cento euro costituivano un buon viatico, un legame con la vita, un po’ di speranza. Soprattutto, per i militari, un’esca, un aggancio per poter arrivare direttamente a lei, afferrarla per la mano, per il braccio durante la consegna e completare un salvataggio in sicurezza, per lei e per loro. Lo spazio, a oltre dieci metri, era stretto, non c’errano balaustre o ringhiere alte e una mossa azzardata avrebbe potuto portare a una tragedia per tutti.

Massimiliano Toma, appuntato scelto qualifica speciale, e l’appuntato Michele Mastroianni, entrambi del radiomobile di Modena, si erano infatti arrampicati sino ad oltre dieci metri, tanto è alto il traliccio, per raggiungere la donna, una 49enne originaria di Latina, in stato confusionale e con la volontà di terminare la sua vita da strada, fatta di stenti e di solitudine.

«Quando siamo arrivati in stazione a Castelfranco - spiegano i due militari - i treni erano bloccati, sulla banchina c’erano decine di pendolari e di curiosi e nelle vicinanze del traliccio, proprio di fronte ai binari, c’erano i vigili del fuoco. La donna non parlava, era appollaiata in alto e non si muoveva».

C’è chi sostiene, ed è probabile, che la 49enne abbia passato l’intera notte su quel traliccio, stendendosi sulla parte di “ponte” che bypassa i binari. Poi ieri mattina la sua presenza è stata notata, il transito dei treni è stato bloccato e sono iniziate le operazioni per il suo salvataggio. La 49enne, come poi hanno ricostruito i militari, è nata a Latina ed è già stata notata, aiutata, salvata già in altre occasioni nel nord e nel centro Italia, segno di un disagio che dura da tempo e che la vede cercare alloggi di fortuna nelle stazioni e poi spostarsi di volta in volta con i treni. «La donna indossava tutti i suoi “averi” - raccontano i carabinieri - due giacche, un giubbotto, aveva una specie di borsone e anche un caso, che, ci ha poi detto, lei indossa per sentirsi più protetta. Lei, con tutto il suo “peso” si era collocata proprio sopra alla botola di accesso alla pensilina. Noi, da sotto, siamo saliti sino a quell’altezza ma non potevamo andare oltre. All’inizio faceva scena muta. Abbiamo cominciato a chiederle di lei, da dove venisse, di cosa avesse bisogno. Dovevano cercare di conquistare la sua fiducia, distarla dai sui intenti suicidi, stabilire un contatto. E piano piano ci siamo riusciti, lei ha iniziato a rispondere e a raccontare. Ci ha detto che a Latina non aveva più nessuno, che era stata una segretaria presso una ditta poi aveva perso il lavoro, la casa e che viveva in strada. In effetti si vedeva, la vita di stenti l’aveva invecchiata e segnata tantissimo».

«Poi ha detto che voleva curarsi, che aveva bisogno di soldi per mettersi un po’ a posto» raccontano i militari.

A questo punto, dall’esperienza di entrambi nel cercare spunti, appigli, stratagemmi in situazioni estreme, ecco che viene l’idea dei cento euro, del denaro offerto in aiuto. Trovati i soldi, la donna ha aperto la botola dell’accesso e i carabinieri sono così venuti in contatto. La situazione si è calmata e la donna, lentamente, è scesa ed è stata affidata alle cure e al sostegno dell’ospedale di Baggiovara. Missione compiuta. —



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