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I SINDACATI SONO SCETTICI 

Dalla Regione ecco un antidoto per “arginare” le Coop spurie

Dalla Regione ecco un antidoto per “arginare” le Coop spurie

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Analizza diversi parametri per valutare il grado di affidabilità delle cooperative e contrastare l'infiltrazione di quelle "spurie" nel settore della lavorazione delle carni. Funziona così il nuovo strumento messo a punto dalla Regione, presto a servizio del comparto economico di Modena, presentato martedì nell'incontro del tavolo provinciale sul settore carni convocato dalla provincia. Incrociando le informazioni disponibili in diverse banche dati, come la composizione dei consigli di amministrazione, i passaggi di lavoratori tra le cooperative o le vicende societarie, è possibile quindi ottenere una "fotografia" e una valutazione sulle caratteristiche di ogni singolo operatore economico.

Nelle scorse settimane il progetto è stato illustrato anche al Governo, per aumentarne l'efficacia attraverso l'impiego dei dati di diversi ministeri. Nel vertice con i sindacati confederali e di categoria del settore, il presidente della Provincia, Gian Domenico Tomei ribadisce quindi «l'impegno delle istituzioni per proseguire il confronto tra tutte le parti per favorire una prospettiva di qualità a un settore fondamentale per il territorio». Dopo le recenti vertenze come quella della Bellentani di Vignola, la Cgil e la Flai i sindacati modenesi ritengono positiva la ripresa del confronto, ma restano piuttosto critiche nel merito.

A loro giudizio, infatti, «gli sforzi compiuti negli anni passati non sono stati sufficienti per orientare il settore verso un modello di sviluppo in grado di coniugare la salvaguardia dei diritti dei lavoratori con le esigenze di competitività delle imprese». Rimangono inoltre «illegalità diffuse» causate da «una ricerca di competitività giocata sul basso costo dell'appalto e, di conseguenza, sulla compressione dei diritti dei lavoratori».

È «necessario- dice la segretaria della Cgil di Modena Manuela Gozzi- che ognuno faccia la sua parte per indirizzare il settore verso uno sviluppo di qualità e sostenibile nel tempo». In particolare, «dal punto di vista del controllo di legalità è necessario che la prefettura riconosca la straordinarietà di questi conflitti sindacali e operi un coordinamento degli uffici periferici dello Stato, non solo come avviene ora nella repressione dei manifestanti, ma anche nella repressione dei comportamenti aziendali».

Va inoltre "potenziato l'organico dell'ispettorato del lavoro di Modena e vanno attivate indagini ispettive sulla genuinità degli appalti». Ad essere chiamate in causa dalla Cgil sono però anche le amministrazioni pubbliche, invitate «a introdurre condizionalità precise in caso di finanziamenti pubblici, che possono riguardare il rispetto delle norme contrattuali e dei diritti sindacali anche da parte delle società appaltatrici». —

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