Guerra del pane, si spostano i macchinari troppo rumorosi
Il Comune di Modena spiega le ragioni dell’ordinanza per l’attività di via Ganaceto «Auspichiamo una ricomposizione della lite». E sul web è lotta tra fazioni
Nessun intento persecutorio, ma l’attuazione di una ordinanza comunale, che nasce dopo vari solleciti, per garantire il silenzio e la quiete notturna ai residenti di via Ganaceto.
Così, in sintesi il Comune di Modena spiega le motivazioni che hanno portato ad intimare ai titolari del Forno “Fratelli Gallone” di via Ganaceto, lo spegnimento dei macchinari rumorosi che da tre anni sono al centro di una lite dell’artigiano con i residenti dei due palazzi nei pressi de locali dell’azienda.
«L'amministrazione su disposizione dell'autorità giudiziaria - spiegano dal Municipio - ha reso esecutiva l’ordinanza per garantire il rispetto dei limiti di rumore mettendo i sigilli alle macchine rumorose all'interno del forno. E lo ha fatto in seguito al mancato adeguamento della proprietà a una precedente ordinanza comunale sul tema. Ovviamente ora rimaniamo in attesa della sentenza del Tar e auspichiamo, nell'interesse condiviso del mantenimento delle attività e dei posti di lavoro, che le lavorazioni più rumorose vengano delocalizzate».
Infine dal Comune auspicano comunque una soluzione pacifica che possa accontentare tutti. « Facciamo appello a tutti i soggetti interessati da questa vicenda - scrive la nota - perché per arrivare a una risoluzione è necessario l'impegno di tutti».
Mentre l’amministrazione da tempo tenta di trovare una soluzione alla intricata vicenda di via Ganaceto emerge anche che i Gallone avrebbero già deciso di aprire in altro luogo lontano dal centro la propria attività, oggi a servizio di un centinaio di negozi non solo a Modena. Ovviamente i proprietari del forno, lì da oltre trent’anni, intendono accampare i propri diritti pur rispettando quelli dei coinquilini.
La vicenda sembra scaldare i cuori dei modenesi. Ieri il “popolo del web” ha molto commentato la vicenda, tanti hanno solidarizzato con il fornaio. Come spiegato da anni, infatti, questa guerra del pane è in corso con i residenti delle due palazzine del quale il forno è parte. I residenti spiegano che «vivere sopra l’attività industriale è un “inferno” a causa del troppo rumore soprattutto notturno».
Su Facebook i sostenitori del forno Gallone ne ricordano il prestigio e la storia. Aggiungendo un cuoricino scrive Matteo Morselli che si tratta di «Uno dei pochi forni che ancora lavora di notte» mentre Marco Barbieri si chiede: «Il forno fa rumore però i locali a 100 metri di via Taglio no? I ragazzi davanti al negozio etnico a 20 metri in fila per le birre o sui marciapiedi no? Questo forno è lì da prima che ci andassero ad abitare i residenti». Sui social della Gazzetta ci sono anche voci contrarie come ad esempio Renzo Pavignani: «Il forno ha già scritto nero su bianco che delocalizzerà la produzione poiché non in grado di realizzare gli interventi necessari di adeguamento dei macchinari e dei locali alla normativa ed è l’unico modo per risolvere le giuste problematiche sollevate dai residenti contro un'attività che per dimensione, produzione, impatti vari non può che stare in zona artigianale. Li potrà crescere ulteriormente e continuare a fare il pane per mezza Modena. Questo per giusta informazione specie a chi ignora sparando contro i residenti. Venti 20 anni fa il forno era molto più piccolo».
I Gallone e i propri legali già ieri avevano deciso di non intervenire rimarcando comunque di essere in quella collocazione di via Ganaceto 110, in pieno centro storico, dal 1987. Da ben prima, cioè, che si decidesse di trasformare gli uffici posti sopra il panificio - comunque cresciuto come attività nel corso degli anni - da uffici commerciali a residenze poi vendute a caro prezzo. Il Comune, dopo un esposto dei residenti nel 2016, ha tentato in tutti i modi di fare da paciere con le buone e con le cattive: riunioni, “visite” della Municipale, multe, fino all’ordinanza che alcuni mesi fa ha bloccato nelle ore notturne alcune rumorose macchine. I residenti comunque dicono di non poterne più ed esibiscono i documenti dove si parla di «rumori troppo elevati che impediscono il riposo notturno», «porte spalancate che rendono il piccolo cavedio interno al palazzo un luogo invivibile causa alte temperature», «caos fino alle 4 del mattino di chi consuma davanti al negozio», «carico e scarico in via Ganaceto non sempre regolare». Insomma, è guerra vera e propria. —
S.L.
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