Gazzetta di Modena

Modena

la ricognizione dei servizi sociali 

Report affidi, 17 bimbi tolti alle famiglie naturali

Francesco Dondi

I casi delle Terre dei Castelli analizzati dai sindaci. A Savignano, Vignola e Spilamberto le situazioni più gravose

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Ci sono 17 bambini dati in affido nel territorio dell’Unione, a cui si aggiunge Montese per la convenzione stipulata sui Servizi sociali. Lo si apprende dal report, approvato dalla Giunta delle Terre dei Castelli, e stilato dalla responsabile del servizio che ha elaborato un’accurata analisi su “istituto dell’affido familiare nell’Unione, ricognizione dei casi in carico e delle metodologie operative del Servizio sociale territoriale”.

Si apprende così che al 31 luglio che i progetti più longevi sono iniziati fin dal 2012 e in quattro casi ci sono coppie di fratelli coinvolti nel programma elaborato da una equipe specialistica che comprende, oltre alla assistenti sociali, anche specialisti dell’Ausl.

Dei 17 casi inseriti nel rapporto, dieci sono stati innescati da un provvedimento del tribunale a cui il gruppo di lavoro deve relazione con scadenze puntuali. Sono invece 5 i casi di affido consensuale ossia quando un Giudice tutelare avalla il progetto. A completare il panorama si apprende che due bambini sono invece stati affidati a un parente vincolato da un rapporto entro il quarto grado. Cinque casi riguardano Savignano, 4 Vignola e Spilamberto, 2 Castelnuovo e uno a Zocca e Montese.

Ma nel complesso sistema degli affidi, fatto di riunioni, valutazioni, formazione e continui confronti tra tutti gli attori in campo, un ruolo predominante lo assumono le famiglie affidatarie, che ospitano i bambini nella loro abitazione. Ebbene, sul territorio dell’Unione ve ne sono potenzialmente 43 con i crisi per poter intraprendere il percorso in quanto formate anche grazie ai corsi e agli incontri che vengono svolti preventivamente. Detto in altre parole: chi vuole diventare affidatario si sottopone ad un lungo iter in cui diventare genitori preparati a gestire ogni tipo di situazione, dalla più gioisa alla più complessa. Dei 43 nuclei familiari, 16 hanno dato la disponibilità all’accoglienza, 8 sono impegnati già in affidi con minorenni del territorio e un altro ospita un bambino non del distretto.

A prendere atto del rapporto stilato da Silvia Lelli sono stati sei sindaci dell’Unione con le sole eccezioni di Umberto Costantini e Simone Pelloni in quanto assenti. Tra le direttive fornite al Servizio vi è quello di continuare a monitorare semestralmente il percorso affidatario e di tentare, quanto più possibile, di omologare i contributi forniti alle famiglie. —

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