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Rio Corlo tombato Tosi difende la scelta «Fossato senz’acqua e nessun vincolo»

Stefano Luppi
Rio Corlo tombato Tosi difende la scelta «Fossato senz’acqua e nessun vincolo»

Il sindaco a Italia Nostra: «Le vostre criticità non ci risultano Il cantiere porterà centinaia di posti di lavoro, si prosegua»

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Il sindaco Francesco Tosi ribatte a Italia Nostra che critica la chiusura di 400 metri del Rio Corlo spiegando che quel piccolo corso d’acqua “è di fatto un fossato privo peraltro di acqua, già tombato in tutta la zona urbanizzata di Fiorano”.

Il primo cittadino di Fiorano interviene dopo l’attacco della associazione di tutela che ieri spiegava come la chiusura del tratto d’acqua per lavori di ampliamento di un’area attigua fosse una operazione “illecita e illegittima poiché i corsi d’acqua pubblici sono una parte importante del paesaggio e sono perciò tutelati dalla legge”.

La pensa diversamente il sindaco Tosi che affida a una lunga e dettagliata nota le sue considerazioni, che affondano la radici in una più annosa vertenza con Italia Nostra, quella della scuola di Spezzano. «Sono dispiaciuto per le affermazioni che Italia Nostra - spiega - una associazione nobile negli ideali, sta diffondendo nei confronti della nostra amministrazione. Ci tengo a dirlo soprattutto ai cittadini fioranesi, i quali hanno il diritto di sapere che ciò che sta avvenendo nei pressi di un tratto del Rio Corlo, oltre a portare a centinaia di nuovi posti di lavoro con emissioni zero, ha per noi piena legittimità e non potrebbe che essere così. Tra l’altro, in base agli assunti di Italia Nostra, tutta l’edificazione avvenuta nel corso degli anni nella zona, compresa la realizzazione della strada Pedemontana e della Modena–Sassuolo, sarebbe illegittima. Perché questa particolare attenzione al progetto in via di realizzazione? Peraltro, Italia Nostra ha presentato due anni fa un ricorso al Tar, ricorso relativo anche alla prevista edificabilità nell’area compresa tra rio Corlo e la Modena-Sassuolo, dapprima chiedendo la sospensiva che poi, a udienza convocata, non so perché, ritirò. Ora sarà il giudice amministrativo a decidere”.

Continua il sindaco: «La documentazione in mano al Comune di Fiorano indica che proprio sulla base dell’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 quell'area non è soggetta alla cosiddetta legge Galasso. E ciò viene confermato dalla delibera regionale del febbraio 1986 relativa all’approvazione del Piano Regolatore di Fiorano. I nostri uffici inoltre hanno ricostruito tutta la situazione urbanistica partendo ben prima del 1986. Tra l'altro, nelle osservazioni parzialmente accolte presentate allora al Piano Regolatore ed esaminate dalla Regione, ne compare una presentata da Italia Nostra - forse non lo ricorderà - inerente ad altri temi, il che significa che già allora l’associazione aveva tutti gli elementi di conoscenza del Piano Regolatore di Fiorano e significa che implicitamente accettava, come in realtà è, che quella zona non è soggetta alla legge Galasso”.

E il sindaco non risparmia un ultima stilettata. «Ora improvvisamente le cose cambiano? Perché? Lo stesso dicasi per la Soprintendenza, che mai prima d’ora è intervenuta sulle previsioni urbanistiche nella zona. D’ora in poi, comunque, parleranno i legali. Come sindaco ci tenevo a comunicare ai cittadini la legittimità degli atti del Comune. Va aggiunto che se poi vogliamo riferirci alla realtà e alla sostanza delle cose, il cosiddetto Rio Corlo è un fossato». —

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